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Nel dicembre del 2003, il governo norvegese ha concesso, nonostante le 
controversie, le licenze per permettere la trivellazione nel Mare di 
Barents.

Nel dicembre del 2003, il governo norvegese ha concesso, nonostante le controversie, le licenze per permettere la trivellazione nel Mare di Barents.

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Il Mare di Barents, che bagna la costa occidentale della Norvegia, è uno dei più grandi e incontaminati ecosistemi marini. L'Eni sta progettando di trivellare per la ricerca di nuovo petrolio in questa zona ricca di biodiversità, ma fragile, contro il volere della maggioranza dei pescatori norvegesi, del mondo scientifico, di tutti i gruppi ambientalisti e dell'Autorità Norvegese di Controllo dell'Inquinamento (SFT).

Il governo norvegese ha concesso una licenza per l'esplorazione della zona, ma solamente dopo un forte conflitto politico interno. Inoltre, come esplicitamente riportato dal resoconto parlamentare sulla questione, la licenza non da nessuna garanzia per la produzione.

Il Mare di Barents è un ecosistema unico nel suo genere ed indisturbato

 Nel Mare di Barents, le freddi correnti artiche, ricche di nutrimento, incontrano le tiepide correnti meridionali, creando le condizioni ideali per la crescita del plankton, che è la base di una catena alimentare estremamente produttiva. Le più importanti specie marine commerciali si riproducono e crescono fino allo stadio adulto nelle sensibili, spettacolari e vulnerabili aree di Lofoten e del Mare di Barents, creando la base per i maggiori bacini di pesca in Europa. 

Anche numerose e rare specie di uccelli si cibano e si riproducono nella stessa area, inclusi 400.000 pulcinella di mare in Gjesværstappan, non lontano dall'area petrolifera Goliath, di proprietà dell'Eni. Il Mare di Barents ospita, inoltre, rare specie delle profondità artiche e barriere coralline, rappresenta l'area ideale per la riproduzione di ingenti risorse ittiche artiche e atlantiche.

L'Eni vuole trivellare per il petrolio nel Mare di Barents!

Nel dicembre del 2003, il governo norvegese ha concesso, nonostante le controversie, le licenze per permettere la trivellazione nel Mare di Barents. All'Eni, unica azienda straniera, è stata assegnata una licenza di trivellazione per l'area Goliath a largo di Gjesværstappan nel Mare di Barents. La trivellazione potrebbe iniziare a settembre, proprio dopo il periodo riproduttivo dei pesci e l'area è vicina alla principale area di riproduzione del merluzzo. I tentativi di trivellazione dello scorso anno sono falliti per mancanza di infrastrutture e resistenze politiche.

Le attività petrolifere sono entremamente rischiose nell'ambiente artico del Mare di Barents

La bassa temperatura nell'area rende l'ecosistema vulnerabile. Tutti i processi biologici sono lenti e i tempi di recupero in seguito all'inquinamento della zona sarebbero lunghissimi. Il duro ambiente del Mare di Barents, particolarmente durante la lunga notte artica ed i forti venti invernali, rendono le eventuali operazioni di recupero della zona in caso di incidente estremamente difficili. Nel caso si verificasse una ingente perdita di petrolio in novembre, potrebbe essere impossibile vedere cosa realmente stia accadendo prima della fine di febbraio, quando il sole sorge nuovamente.

Aree di grande importanza per la conservazione della biodiversità saranno minacciate

Il sito Goliath si trova appena ad ovest di Capo Nord ed è molto vicino alla costa. È l'unico bacino petrolifero nella parte norvegese del Mare di Barents in cui valga la pena estrarre petrolio. Il Goliath dista solo 60 chilometri dalla grande colonia di uccelli marini di "Gjesværstappan", con circa 400.000 pulcinella di mare (la seconda più grande comunità in Norvegia) e numerosi esemplari di altre specie. In condizioni climatiche normali, una perdita di petrolio raggiungerebbe, con una possibilità del 50%, l'area Gjesværstappan entro le 32 ore successive, secondo le stime dell'industria petrolifera. Inoltre, alcune delle maggiori colonie di uccelli marini d'Europa (cormorani, marangoni, urie, sule, pulcinella di mare ed altri) si trovano lungo l'intera costa della Finnmark. Goliath si trova nel mezzo di un importante corridoio migratorio per le specie marine del Mare di Barents, e costituisce anche un'area chiave per approvvigionamento di cibo per molte specie di uccelli marini lungo l'intero arco dell'anno, per la sua ricchezza di pesce.

Si sta studiando un piano integrato di gestione

In riconoscimento della preziosità e fragilità di questo ecosistema, il parlamento norvegese ha deciso di approvare un Piano Integrato di Gestione per il Mare di Barents e per l'area di Lofoten, per decidere come meglio utilizzare queste aree nel futuro e come meglio combinare l'estrazione di gas e petrolio con le attività ittiche e di trasporto marino, nel rispetto dell'ambiente. Questo includerà molto probabilmente la definizione di aree che verranno permanentemente chiuse alle attività petrolifere, rigidi controlli del transito delle navi e una regolamentazione della pesca. Questo piano integrato di gestione dev'essere approvato dal Parlamento nel 2006. In questa prospettiva, qualsiasi attività petrolifera nel Mare di Barents, specialmente nell'area costiera di Goliath, risulta rischiosa, non democratica ed ecologicamente insensata. 

Cosa chiede Greenpeace

  • Per mantenersi nei principi ambientali inclusi nel codice etico dell'Eni SpA, l'Eni deve abbandonare i piani di trivellazione nell'area Goliath.
  • Come primo passo, nel rispetto dei processi scientifici e democratici in Norvegia, l'Eni devi immediamente impegnarsi a rimandare qualsiasi trivellazione esploratoria nel Mare di Barents fino a che il piano integrato di gestione per l'area di Lofoten e del Mare di Barents venga adottato dal Parlamento Norvegese.