Skip navigation.
Scegliere le energie rinnovabili per la propria abitazione vuol dire 
fare un investimento sicuro: le nuove normative prevedono infatti la 
possibilità di cedere energia elettrica alla rete nazionale sovracosto 
così da ammortizzare più rapidamente i costi iniziali.

Scegliere le energie rinnovabili per la propria abitazione vuol dire fare un investimento sicuro: le nuove normative prevedono infatti la possibilità di cedere energia elettrica alla rete nazionale sovracosto così da ammortizzare più rapidamente i costi iniziali.

Ingrandisci

Stai pensando di installare un impianto ad energia rinnovabile per il tuo appartamento? Vuoi dare anche tu un contributo attivo per produrre energia pulita e ridurre il contributo di emissioni di gas serra da immettere in atmosfera?

L'intera procedura può risultare farraginosa, interminabile e complicata, se si vogliono affrontare tutti gli aspetti. Tuttavia, gran parte del lavoro è spesso in mano alla ditta installatrice, che può assisterti passo dopo passo fino al completamento dell'opera. La ditta, infatti, potrà curare non solo di valutare la fattibilità dell'impianto stesso e le sue dimensioni ottimali, ma tutte le procedure burocratiche necessarie per installare l'impianto. Non è un loro obbligo legale, ma è anche nel loro interesse renderti la vita facile. Controlla insieme al responsabile tutte le procedure di finanziamento disponibili. Attualmente la situazione per i finanziamenti può essere riassunta in:

  • finanziamenti regionali a fondo perduto [ per i pannelli fotovoltaici: fino al 75%; per i pannelli termici: fino al 30% ]. Si consiglia di controllare il bando relativo alla propria regione sul sito del Ministero dell'Ambiente;
  • IRPEF: 36% di sgravio, rimborsabili a 5 o 10 anni (a scelta del richiedente);
  • L'IVA degli impianti ad energie rinnovabili per uso residenziale è stato fissata al 10%, nella media Europea, e può essere detratta dopo l'acquisto dell'impianto;
  • ulteriori sgravi fiscali vanno analizzati caso per caso. Anche le leggi relative alla ristrutturazione degli edifici offrono occasioni di incentivi statali.

I primi passi da muovere sono:

  • controllare eventuali vincoli storico-architettonici dell'edificio (costruito prima del 1939, ubicato in una zona a vincolo architettonico...etc etc);
  • verificare la sussistenza di regolamenti condominiali che possano inibire l'accesso al tetto dell'edificio o l'utilizzo di qualsiasi sua parte per l'installazione dell'impianto (pannelli, contatori, allacciamenti all'impianto idraulico o elettrico...etc etc);
  • calcolare, insieme al rappresentante della ditta installatrice, le dimensioni dell'impianto e la sua ubicazione, nonchè il risparmio economico previsto;
  • avviare le procedure per gli eventuali rimborsi o finanziamenti previsti a livello governativo;
  • consegnare agli uffici del Comune di competenza un modulo DIA (dichiarazione di inizio attività), necessaria ad ottenere l'autorizzazione all'installazione;
  • una volta terminati i lavori, si potrà chiamare il proprio fornitore elettrico per ottenere l'allacciamento alla rete elettrica e l'installazione del contatore. Alcuni operatori hanno un numero verde dedicato.

La scelta dell'installatore dovrà, quindi, essere fatta in base all'affidabilità del servizio, alla qualità dell'installazione, agli eventuali contratti di assistenza ed alle condizioni commerciali proposte. Greenpeace non pubblicizza le singole compagnie, ma le tecnologie eco-efficienti: non saremo, perciò, in grado di suggerirti la ditta a cui rivolgerti.

Ad oggi le procedure di installazione sono organizzate secondo criteri differenti a seconda del tipo di impianto:

Molto importante è poi la direttiva europea 77/2001. Tale direttiva, tra le varie novità, introduce il nuovo regime di conto energia che si contrappone alle feed-in tariffs oggi in vigore. Mentre oggi i fondi pubblici vengono utilizzati per ridurre l'investimento iniziale che il singolo deve affrontare per installare un impianto a fonti rinnovabili, molto presto essi verranno utilizzati secondo un metodo più efficiente, che ha reso possibile in altri paesi (Germania e Giappone in testa) una diffusione capillare di tali tecnologie: viene difatti azzerato il limite dell'energia cedibile a pagamento alla rete (oggi limitata al quantitativo acquistato dalla rete) ed il prezzo di acquisto viene sopravvalutato per favorire il recupero dell'investimento in tempi brevi.

Installazioni ad utilizzo non costante, come ad esempio quelle su di una seconda casa occupata solo pochi mesi all'anno, risulteranno convenienti allo stesso modo di quelle principali, permettendo la vendita di tutta l'energia in eccesso ad un prezzo 3 o 4 volte più alto di quello nominale, con la riduzione dei tempi di ammortamento. Tale convenienza dovrebbe convincere anche i più scettici ad installare un impianto sulla propria abitazione e considerarlo non solo un contributo personale all'abbattimento delle emissioni responsabili dei cambiamenti climatici, ma anche un investimento garantito, i cui proventi sono garantiti dall'inesauribilità e gratuità della fonte, senza rischi e costanti nel tempo.