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Evitare il peggio, vuol dire che ci sono prodotti che non devono essere assolutamente consumati. Greenpeace ha sviluppato criteri di valutazione - otto per Pesca e otto per l’Acquacoltura - per evidenziare gli aspetti insostenibili nelle varie attività produttive del settore. Sulla base di questi parametri, Greenpeace segnala cinque specie in Italia che non dovrebbero essere acquistate (a meno di specifiche eccezioni):
LA LISTA ROSSA PER L’ITALIA
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Tonno pinna gialla Tipologia : Prevalentemente in lattina Provenienza : Oceano Pacifico, Indiano, Atlantico. Più sostenibile la pesca con canna ed ami in Atlantico. Note : Specie in grave declino. Metodi di pesca anche con elevate catture accessorie. Pesca pirata possibile. |
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Tonno rosso Tipologia : Prevalentemente fresco Provenienza : Mediterraneo. Più sostenibile la pesca delle tonnare tradizionali. Note : Specie in grave declino. Pesca pirata frequente. |
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Pesce spada Tipologia : Prevalentemente fresco. Provenienza : Prevalentemente dal Mediterraneo Note : Specie in declino. Catture accessorie. Pesca pirata frequente. |
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Gamberoni “tropicali” Tipologia : Prodotto da acquacoltura, di solito congelato o decongelato. Provenienza : Indocina, America latina. Note : Gravi danni agli habitat costieri (mangrovie) e agli stock ittici locali. Gravi violazioni dei diritti umani. |
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Merluzzo (baccalà o stoccafisso) Tipologia : Conservato con o senza sale (rispettivamente: baccalà e stoccafisso) Provenienza : Nord Atlantico. Gli stock Islandese e del Mare di Barents sono in condizioni migliori. Note : Stock generalmente in pessime condizioni. Attrezzo di pesca distruttivo. Pesca pirata. |
Per sostenere il meglio, i consumatori devono essere in primo luogo informati in modo efficace. La Guida avverte che sul mercato italiano ci sono una serie di prodotti di cui in non è chiara l’origine (tipo di pesca, ecc..). Esistono alcune produzioni che sono generalmente più sostenibili di altre (come il pesce azzurro e le cozze d’allevamento) ma è bene avvisare che è difficile prescindere da valutazioni caso per caso. La regola fondamentale della Guida è quella di informarsi: abbiamo il diritto, e il dovere, di sapere cosa compriamo e a quali costi ambientali e sociali.
Il resto da cambiare è molto. Gran parte della produzione nazionale, e dei prodotti ittici sul mercato, deriva dalla pesca a strascico o dall'acquacoltura. Nel mondo "reale" non esiste il bianco e il nero: non tutta la pesca a strascico ha lo stesso livello di impatto (anche se si tratta di un sistema di pesca generalmente distruttivo) e non tutta l'acquacoltura è sostenibile.
I consumatori hanno una grande responsabilità. Per esempio ci sono nicchie di mercato che chiedono (inconsapevolmente o meno) di acquistare pesci di taglia illegale. Acquistare questa minutaglia, e promuoverne quindi la pesca, è un crimine che vale per ogni tipo di specie.
Informazioni sulle condizioni degli stock in situazione più critica nei vari Oceani del Pianeta sono reperibili sul sito di Greenpeace International.