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QUANDO NEL 1989, Greenpeace lanciò l’Operazione Cetacei – un censimento effettuato da tantissimi volontari – venne fuori che quel triangolo compreso tra la Liguria e la Costa Azzurra, e tutt’intorno alla Corsica, ha una ricchezza incredibile di vita: balenottere comuni ma anche capodogli, zifii, globicefali, stenelle e tante altre specie animali.
Questa ricchezza è dovuta a una corrente che proviene da sud e, incontrando l’ostacolo insormontabile dell’arco ligure, è costretta a deviare verso ovest, generando un vortice che “aspira” le acque di profondità ricche di sali nutritivi (che per gravità tendono a sedimentare). I sali fertilizzano le acque di superficie dove penetra la luce del sole, innescando la moltiplicazione di minuscole alghe marine (il fitoplancton).
Le alghe sono il cibo di piccoli animali pelagici (lo zooplancton) tra cui un gamberetto, la Meganyctiphanes norvegica, di cui a loro volta le balenottere si nutrono. Dopo la balenottera azzurra, la balenottera comune è il più grande animale del pianeta e merita la massima protezione. E il Mar Ligure è la più importante area di alimentazione della balenottera nel Mediterraneo.
Gallery foto santuario
Dal censimento effettuato da Greenpeace nacque l’idea di realizzare nel Mar Ligure un Santuario dei Cetacei, che a seguito di un accordo tra Italia, Francia e Monaco ha preso vita nel 2002. Oggi, a Genova, c’è un Segretariato del Santuario che - costituto da Italia, Francia e Monaco - non ha ancora preso misure concrete per proteggere questo mare. Come purtroppo Greenpeace aveva preannunciato ,non ci sono norma specifiche - incentivi, divieti, sanzioni - contro chi danneggia questo patrimonio comune.
IL SANTUARIO SI STA SPOPOLANDO! I DATI RACCOLTI DA GREENPEACE AD AGOSTO 2008 SONO CHIARI: ABBIAMO TROVATO UN QUARTO DELLE BALENOTTERE E MENO DI META’ DELLE STENELLE (DELFINI D’ALTURA) RISPETTO AI NUMERI DEGLI ANNI NOVANTA.