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Il Mediterraneo è il mare della diversità e dell'abbondanza. Ospita una grande varietà di ecosistemi: dalle ricche praterie di posidonia e le scogliere rocciose nelle zone costiere a montagne sottomarine, sorgenti termali fredde e fosse oceaniche nei suoi abissi, fino ad una profondità massima di oltre 5000 metri nello Ionio. Nonostante rappresenti meno dell'1 per cento dei mari del mondo, il Mediterraneo è la dimora di più di diecimila specie – il 9 per cento della biodiversità marina del mondo.

Il Mar Mediterraneo è minacciato da diverse attività umane che causano vari tipi di impatti, come la pesca eccessiva praticata a volte con tecniche distruttive, l'inquinamento, i rischi dell'introduzione di specie aliene e del cambiamento climatico. Si tratta di impatti che stanno costantemente degradando le risorse comuni, il tesoro del Mediterraneo.

Una di queste risorse, utilizzate da millenni, è il tonno rosso. La Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico (ICCAT) è responsabile di una delle più importanti industrie della pesca nel Mediterraneo: la gestione della pesca al tonno e ai grandi pelagici (come il pesce spada).

La pesca del tonno rosso è stata portata ai limiti del collasso da anni di prelievo eccessivo. I Paesi che aderiscono all'ICCAT non sono riusciti a concordare e a far rispettare le disposizioni necessarie per proteggere il tonno rosso. Le poche e deboli norme decise dall'ICCAT non sono state nemmeno applicate correttamente. Greenpeace ha documentato lo stato della pesca del tonno rosso e chiede che essa venga fermata fino a quando non saranno messi a punto una serie di strumenti per una corretta gestione, compresa la creazione di una rete di riserve marine nel Mediterraneo per proteggere i tonni e tutte le specie del Mediterraneo.

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Il bottino dei pirati: come l'Iccat sta perdendo la lotta contro la pesca pirata

09 Novembre 2007

Il rapporto di Greenpeace International "Il bottino dei pirati: come l'Iccat sta perdendo la lotta contro la pesca pirata" documenta il fallimento della gestione dell'Iccat, denunciando diversi atti di pirateria di pesca: dalla pesca eccessiva al passaggio dei pescherecci a bandiere ombra, dalla presenza di imbarcazioni che non sono iscritte nei registri Iccat ai troppi errori nelle statistiche delle catture.

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