Greenpeace

Domande frequenti


Com’è che che tutta questa plastica finisce in mare?
Perché riciclare non basta?
Se ti stai facendo queste domande, dai un’occhiata alle nostre Q&A e trova le risposte.

  • Perché gli usa-e-getta?

    Per plastica usa-e-getta (o monouso) intendiamo materiali che vengono usati una sola volta e che quindi hanno una vita molto breve.
    Anche se vengono usati solo un attimo, questi materiali restano nell’ambiente per decenni, anche centinaia di anni. Sacchetti di plastica, bottigliette e posate usa-e-getta sono gli oggetti più comuni che, a causa del loro uso massivo e all’inefficacia degli attuali sistemi di riciclo, vengono rilasciati nell’ambiente e sono responsabili in larga parte dell’inquinamento da plastica. Sono loro il simbolo dell’“Invasione Plastica”.

  • Ma come finisce tutta questa plastica negli oceani?

    La maggior parte della spazzatura in mare (circa l’80%) proviene dalla terra. Il restante 20% proviene da barche, navi e piattaforme petrolifere. La maggior parte dei rifiuti in mare è fatta di plastica per alcuni semplici motivi, primo fra tutti il fatto che ne produciamo troppa, anche per la sua durevolezza e il basso costo. Inoltre la plastica non è biodegradabile e si spezzetta in residui più piccoli. La maggior parte di questi residui proviene da sacchetti di plastica, tappi e bottigliette di plastica e bicchieri di polistirolo.
    Fonte: nationalgeographic.org

  • In che modo l’inquinamento da plastica mina la biodiversità?

    L’inquinamento da plastica rappresenta un grave pericolo sia per gli animali che per l’ambiente. Molti animali marini, uccelli, ma anche animali randagi/selvatici che si cibano nelle discariche, ingeriscono la plastica, scambiandola per cibo. Una volta ingerita, spesso non riesce a passare dalla trachea, ostruisce la respirazione e appena ingoiata causa il soffocamento. Se invece i residui di plastica passano nel tratto gastrointestinale, lo bloccano o possono accumularsi nello stomaco, causando un falso senso di sazietà che dissuade gli animali dal nutrirsi e li porta lentamente a morire di fame.
    Fonte: www.rainbowlight.com

    Inoltre la plastica può rilasciare sostanze tossiche pericolose sia per l’ambiente che per i tessuti degli animali che la ingeriscono, finendo così nella catena alimentare.

  • Quanto tempo impiega la plastica per decomporsi?

    Dipende da molti fattori, inclusi il tipo di plastica e le condizioni ambientali.
    La maggior parte della plastica non è biodegradabile, neanche a temperature significative, e molti tipi di plastica invece si decompongono molto lentamente se esposte a determinate condizioni di aria, acqua e luce.
    La plastica nelle colonne d’acqua o nei fondali impiega anche di più per decomporsi, a causa della carenza di esposizione a luce o ossigeno.

  • Cos’è l’Isola di Plastica?

    Il Pacific Trash Vortex, noto anche come isola di plastica, è un enorme accumulo di spazzatura galleggiante (composto soprattutto da plastica) situato nell'Oceano Pacifico.
    La sua estensione non è nota con precisione: le stime vanno da 700.000 km² fino a più di 10 milioni di km² (cioè da un'area più grande della Penisola Iberica a un'area più estesa della superficie degli Stati Uniti).
    Fonte: https://it.wikipedia.org/

    A livello globale, sono state identificate 5 aree: due nel Pacifico, due nell’Atlantico e una nell’Oceano Indiano.

  • Ma non è possibile ripulire gli oceani dalla plastica?

    Ripulire i mari dalla plastica non è così semplice. Anche se ci focalizzassimo solo sui punti caldi, le cosiddette “isole di plastica”, sarebbe molto complicato farlo per numerosi motivi:

    • Le zone di concentramento sono molto estese e cambiano durante l’anno.
    • La maggior parte dei rifiuti è fatta di piccolissimi frammenti e microplastiche.
    • La maggior parte della plastica non galleggia in superficie, ma fluttua in colonne d’acqua o rimane sul fondo.
    Alcune di queste aree sono la casa di animali marini, e dunque un filtraggio potrebbe essere molto rischioso.
  • Cosa sono le microplastiche?

    Particelle di plastica con un diametro inferiore ai 5 mm. Possono essere frammenti di pezzi di plastica più grandi, come bottiglie o imballaggi, oppure particelle prodotte appositamente in queste piccole dimensioni (come ad esempio le microsfere degli scrub e dei dentifrici).
    Si possono trovare nell’acqua, sulle spiagge o in altri sedimenti e sono un serio problema per l’intero ecosistema marino.
    Fonte: www.greenpeace.org.uk/
    Plastik in Fisch und Meeresfrüchten. Greenpeace Research Laboratories, Mai 2016

  • Le microplastiche sono proibite in Europa?

    Non ancora. Ad oggi alcuni Paesi le hanno vietate o si sono impegnati a farlo.
    Attualmente in Europa solo la Francia e il Regno Unito si sono mosse contro l’inquinamento da plastica: la Francia ha deciso di vietare tutta la plastica usa-e-getta al 2020 e il Regno Unito ha annunciato un piano per bandire le microsfere usate nei prodotti cosmetici entro il 2017.

  • Perché riciclare non basta?

    Riciclare è doveroso e indispensabile. Ne abbiamo un gran bisogno, ma oggi, con gli attuali tassi di riciclo, non è abbastanza. A livello globale, solo il 14% della plastica viene riciclato. Nel 2014, per esempio, a livello europeo, solo il circa il 30% della plastica finita nel ciclo dei rifiuti è stato riciclato. Il resto è finito in discarica, negli inceneritori o è stato semplicemente abbandonato nell'ambiente.

  • Cosa possiamo fare per fermare l’inquinamento da plastica?

    Moltissime cose. Scopri di più nella nostra sezione sui suggerimenti plastic-free o scarica il nostro kit #NoPlastic
    Quali sono gli oggetti più comuni?
    Gli oggetti più comunemente ritrovati sono:

    • Microplastiche (frammenti inferiore ai 5 mm)
    • Bottiglie di plastica (e tappi)
    • Imballaggi
    • Cannucce e posate
    • Sacchi di plastica (non di supermercato)
    • Sacchetti della spesa
    • Tappi e coperchi (non di bottiglia)

Scrivi al Ministro dell'Ambiente Galletti e chiedigli di schierarsi contro l'invasione della plastica. Il mare non è una discarica!

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Gentile Ministro Galletti,

La plastica sta invadendo il nostro Pianeta, tanto in mare, quanto a terra. Gli scienziati hanno stimato che ogni anno a livello globale finiscono in mare tra 4,7 e 12,7 milioni di tonnellate di plastica, che minacciano la fauna marina e contaminano le acque, fino a raggiungere la catena alimentare.

L'Europa gioca un ruolo fondamentale nel business della plastica: è il secondo più grande produttore al mondo (circa 50 milioni di tonnellate di plastica prodotte ogni anno). La maggior parte di questi materiali viene utilizzato per la produzione di imballaggi, che rappresentano circa il 40% della produzione di plastica.

Molta di questa plastica viene utilizzata per prodotti usa-e-getta, che finiscono nelle discariche, negli inceneritori e... in mare!

Nel 2014, per esempio, a livello europeo, solo il 29.7% della plastica finita nel ciclo dei rifiuti è stato riciclata. Il resto è finito in discarica, negli inceneritori o è stato semplicemente abbandonato nell'ambiente. Nel 2012, i 27 Stati Membri dell'UE hanno esportato la metà della plastica raccolta per il riciclo, una cifra equivalente a 3.4 milioni di tonnellate di plastica, per un valore stimato intorno a 1.7 miliardi di euro (di cui l'87% è stato esportato in Cina).

L'Unione europea non sta facendo abbastanza per risolvere il problema dell'inquinamento da plastica, ma la revisione delle Direttive UE sui rifiuti (il cosiddetto pacchetto sull'Economia circolare), in corso proprio in questi mesi, offre all'Europa l'opportunità di stabilire misure urgenti per ridurre la produzione di plastica monouso e fare finalmente un passo avanti contro l'inquinamento da plastica.

Per questo Le chiedo di fare tutto ciò che è in suo potere per garantire che la graduale eliminazione della plastica monouso venga inclusa nelle normative UE e di sostenere queste fondamentali misure nelle decisioni del Consiglio Europeo: