Stop agli oleodotti!

Gli oleodotti sono una minaccia per le comunità locali e un pericolo serio per l'ambiente e non solo perché il petrolio è nemico del clima: il rischio di contaminazione delle falde acquifere è elevato e la minaccia all'ecosistema marino è concreta.

In Canada è in progetto la costruzione di un oleodotto che porti il petrolio delle sabbie bituminose dall'entroterra fino al mare. Un pericolo che mette a rischio anche le acque al largo di Vancouver, dove vivono le ultime orche meridionali.

Una Sporca Dozzina le banche coinvolte finanziariamente: ancora una volta persone, animali e territorio sono sacrificati sull'altare del profitto.

Chiedi agli Amministratori Delegati di JP Morgan Chase, Citibank, Credit Suisse, Deutsche Bank, Barclays, Bank of Tokyo Mitsubishi, BBVA, Credit Agricole, Mizuho, Royal Bank of Canada, Toronto Dominion e Wells Fargo di rispettare i diritti dei popoli indigeni e proteggere l'ambiente, confermando che la propria banca non finanzierà né la Energy Transfer Partners né alcun progetto di oleodotto in Canada o negli Stati Uniti.

Chiedi agli Amministratori Delegati della Sporca Dozzina di banche di confermare che il proprio istituto non finanzierà né la Energy Transfer Partners né alcun progetto di oleodotto in Nord America.

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Partecipando alla petizione riceverai informazioni in linea con le tue preferenze e interessi su questa ed altre attività di Greenpeace. Tuteliamo la tua privacy.

Le orche sono in pericolo

Per lo sfruttamento commerciale del petrolio estratto dalle sabbie bituminose, servono oleodotti che lo trasportino fino al mare per la sua esportazione.

In Canada è stato proposto un progetto che esporrebbe il Mare di Salish, dove vivono gli ultimi 76 esemplari della popolazione di orche meridionali, ad un pericoloso viavai di petroliere. Questi animali sono già sull'orlo dell'estinzione e il traffico di petroliere potrebbe essere il colpo finale.

Il petrolio minaccia le falde acquifere

Le perdite degli oleodotti sono una minaccia costante: non si tratta di stabilire "se", ma "quando" gli oleodotti contamineranno le falde.

Da quando è stato costruito, l'oleodotto Dakota Access di Energy Transfer Partners (DAPL) - ad esempio - è già stato soggetto a 4 diverse perdite. Uno sversamento consistente metterebbe a rischio l'accesso all'acqua potabile per 17 milioni di persone.

I petrolieri vogliono tapparci la bocca

I petrolieri vogliono fare il loro sporco comodo mettendo a tacere il dissenso, ma l'ondata di resistenza sta crescendo.

Ci hanno risposto con intimidazioni, procedimenti legali e compagnie di sicurezza privata assunte per spaventare chi è in disaccordo. Ad esempio, Energy Transfer Partners, la compagnia che si è occupata della costruzione della DAPL negli Stati Uniti, sta tentando di mettere a tacere Greenpeace ed altri con una causa da 900 milioni di dollari1.

Ma più loro vogliono tapparci la bocca, e più l'ondata di dissenso cresce.

Cosa Possiamo fare per fermarli

Vogliamo che ai petrolieri manchino i fondi per finanziare questo scempio. Mentre alcune banche stanno già abbandonando gli investimenti sulle sabbie bituminose, gli oleodotti e la Energy Transfer Partners, questa Sporca Dozzina di banche è finanziariamente coinvolta in alcuni progetti.2

Più saranno le persone che chiedono alle banche di non finanziare gli oleodotti, più facile sarà far pendere la bilancia a sfavore di questi progetti tossici e fermarli una volta per tutte.

Chiedi alla Sporca Dozzina di banche di non finanziare gli oleodotti!

1. Robson, Ruthann. "Lawmakers across the US are finding ways to turn protesting into a crime".
2. Best, Diana. "Who Are the Dirty Dozen Banks?".

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