Da Murmansk a San Pietroburgo

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News - 2013-11-01
Secondo fonti diplomatiche, gli Arctic30, detenuti in Russia dopo aver protestato pacificamente contro le trivellazioni nell’Artico, stanno per essere trasferiti dal centro di detenzione in cui si trovano attualmente a Murmansk a un carcere di San Pietroburgo.

Gli avvocati dei 28 attivisti e dei 2 giornalisti freelance non sono però ancora a conoscenza delle motivazioni di questo trasferimento. A differenza di Murmansk, a San Pietroburgo c’è luce anche nei mesi invernali, e famiglie e rappresentanti diplomatici potranno far loro visita più facilmente. Ma non c’è nessuna sicurezza del fatto che le condizioni di vita nel nuovo centro di detenzione siano migliori che a Murmansk. Anzi, potrebbero essere peggiori.

Intanto, apprendiamo che le autorità giudiziarie russe, nonostante avessero annunciato la loro intenzione di farlo, non hanno ancora formalmente ritirato le accuse di pirateria. Attualmente quindi tutti gli Arctic30 sono allo stesso tempo accusati sia di pirateria che di vandalismo.

Non c’è alcuna giustificazione per prolungare la carcerazione un solo giorno di più. Cristian e tutti gli Arctic30 sono solo colpevoli del fatto di avere una coscienza e di aver agito per proteggere il futuro di tutti noi, e dovrebbero essere liberi.

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