Un Parco della Concordia: dal dramma possono rinascere la memoria e la tutela del mare

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News - 5 agosto, 2014
Un Parco della Concordia per conservare la memoria, e per dare al mare la possibilità di far rinascere la vita sui fondali del Giglio: ecco cosa abbiamo chiesto al Ministro dell’Ambiente.

A pochi giorni infatti dall’arrivo, fortunatamente senza incidenti, della Costa Concordia nel porto di Genova, dopo un viaggio di 5 giorni che abbiamo seguito sia via mare che con rilievi termografici aerei, è ora di pensare al futuro del Giglio.

La parola d’ordine è ripristinare l'ecosistema per recuperare il danno ambientale, ma non solo: è necessario evitare che possano verificarsi ulteriori impatti e garantire il reale recupero e valorizzazione di un mare già così duramente provato.

 

Per questo abbiamo inviato una lettera al Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: chiediamo opportune verifiche delle condizioni dell’area dell’ex-cantiere prima dell’inizio dei lavori e di partecipare come osservatori indipendenti al sopralluogo dei fondali.

Solo un processo trasparente e partecipato potrà evitare progetti sconsiderati, come il trapianto di posidonia, e garantire il ripristino dell’ecosistema marino, senza escludere a priori la possibilità che la permanenza di una minima parte delle strutture del cantiere possa essere meno dannosa della totale rimozione.

Il dramma del naufragio resterà sempre impresso nella storia dell’isola: per onorare la memoria delle vittime proponiamo la creazione di un Parco della memoria, importante opportunità per tutelare davvero il mare e sviluppare attività come il turismo subacqueo, che potrebbero compensare l’isola del Giglio e i suoi abitanti del danno subito.

Prima che inizi una corsa sconsiderata agli appalti, vogliamo assicurarci che i progetti di bonifica e ripristino dell’area non danneggino ancora di più un mare che sta faticosamente cercando di riprendersi.

Un "Parco della Concordia" per la memoria di questo dramma, e per una nuova speranza.

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