Il video più visto nella storia di Youtube, ballato da tutti, Madonna inclusa, ispiratore di flash mob nel mondo è arrivato anche sulla Rainbow Warrior, la nave di Greenpeace impegnata in un tour di documentazione della pesca al tonno in Oceano Indiano.

È stata Moon, giovanissima coreana di Seul salita a bordo come traduttrice, a mostrarci il video. Qualcuno ne aveva sentito parlare, io - appena arrivata dall'Italia per partecipare alle quattro settimane di monitoraggio nell'area a sud del Madagascar - non ne sapevo nulla e sono rimasta impressionata dalle milioni di visualizzazioni raggiunte dal Gangnam Style in pochi mesi. Eravamo di fronte a un fenomeno virale senza precedenti: quale strumento migliore per veicolare il nostro messaggio di campagna se non rifare a modo nostro il video di Psy?

mercoledì 19 dicembre 2012


 

Proteggere gli oceani ballando il Gangnam Style
La proposta è iniziata a rimbalzare tra i membri dell'equipaggio… perplessità, entusiasmo, dubbi, paure di essere fraintesi e allo stesso tempo voglia di sperimentare una comunicazione alternativa per attirare l'attenzione sulla grave situazione degli oceani. Dall'Oceano Indiano arriva circa un quarto del tonno commercializzato a livello mondiale, ma si stima che il 18% della pesca sia illegale. E questo, unito a una pesca eccessiva e spesso distruttiva, sta mettendo a serio rischio le risorse ittiche. In quei giorni ho denunciato il problema attraverso blog e video testimonianze: le innumerevoli catture accessorie della pesca al tonno, squali uccisi solo per le loro pinne e le difficili condizioni di vita a bordo dei pescherecci

Con oltre 2400 miglia percorse in mare aperto, lontani da tutto e da tutti, dove fare controlli è difficile per stati costieri con poche risorse e il mare è più vulnerabile, abbiamo deciso di provarci. La sfida? Far volare il messaggio oltre il blu del mare fino alle case delle persone: "i nostri oceani hanno bisogno di aiuto ora! Unisciti a noi, Gangnam Greenpeace Style, per salvarli". 

Ballerini amatoriali nel dopo lavoro
Di giorno sveglia alle sette, ricerca delle navi sul radar, ricognizioni in elicottero e controllo incrociato dei pescherecci. La sera le prove: venti persone completamente scoordinate che cercano di muoversi a ritmo su una nave che mai avrebbe smesso di rollare! Sera dopo sera tra coreografie e lezioni di ballo, è stato bello vedere come - nonostante le lunghe giornate di lavoro - tutti avessero voglia di mettere il proprio tempo libero a disposizione della campagna.

Domenica la telecamera è accesa. C'è chi conta i passi, chi abbassa gli occhi, ma a poco a poco le cose iniziano a funzionare. Senza neanche rendermene conto da coreografa mi ritrovo al centro della scena a ballare. E così alla fine delle quattro settimane, dalla cuoca americana al radio operatore panamense, al marinaio argentino, ogni membro dell'equipaggio è stato coinvolto in una scena o in un'altra per realizzare quella che è sicuramente la versione più green del Gangnam Style.

Come per il Gangnam Style, reso popolare dai click di milioni di utenti sul web, sono le scelte delle persone a determinare il successo di un'iniziativa o di una campagna di Greenpeace. La difesa degli oceani inizia dal consumo critico. In Australia e Regno Unito la pressione dei consumatori ha già convinto la maggior parte dei produttori di tonno a utilizzare solo metodi di pesca sostenibile, e anche in Italia grazie alla campagna Rompiscatole le aziende stanno cambiando. I più grandi, però, non hanno ancora eliminato i sistemi di pesca che stanno mettendo a rischio il nostro mare.

Aiutaci a farli cambiare e diffondi il Gangnam Greenpeace Style per salvare gli Oceani!

 

Giorgia Monti,

responsabile campagna Mare

imbarcata sulla Rainbow Warrior