nucleare bariÉ il primo post che scrivo e subito il trauma è quello della pagina bianca…e ora cosa scrivo? Da dove parto? Innanzitutto mi presento, sono un volontario di Greenpeace e da circa un mese sono il coordinatore del Gruppo Locale di Bari, la mia città.

Spesso si tende a pensare che il proprio luogo abbia sempre più problemi di altri, ma frequentando i volontari di altre città d’Italia, mi sono reso conto che, anche se cambiano le coordinate geografiche, i problemi restano tantissimi, delle volte diversi, altre simili, ma ovunque c’è tantissimo da fare per difendere la nostra Terra. D’altronde molte volte sono proprio i problemi, le difficoltà, che ci stimolano nel cercare (e trovare, spesso insieme) le soluzioni che danno più forza ad un gruppo (e non solo locale).Lo scorso 17 ottobre in tantissime città italiane, tra cui Bari, abbiamo distribuito le “Bollette nucleari”,  un documento di protesta di Greenpeace nei confronti delle scelte dell’attuale governo che in accordo con Enel sta cercando di riaprire il discorso della produzione di energia elettrica tramite la costruzione di nuove centrali nucleari sul territorio nazionale.

Ogni gruppo locale si è ingegnato nel trovare un modo creativo per effettuare la distribuzione alla gente di finte bollette Enel carissime a causa dei veri costi del nucleare, sensibilizzando l’opinione pubblica su questa tematica. E così abbiamo fatto anche noi, pensando di indossare tute e caschetti bianchi, come degli ipotetici dipendenti di una centrale nucleare, che consegnano il “conto” di questa scelta direttamente alla popolazione, toccandola in un punto certo sensibile, il portafogli!!

Ci incontriamo e iniziamo a indossare tute e caschetti, ci chiariamo sugli ultimi dubbi e dettagli, il tutto senza molta confusione, abbastanza silenziosi e questo perché siamo tutti un po’ tesi, vuoi perché per alcuni è la prima volta che ci si confronta con la gente, vuoi perché c’è stato qualche piccolo intoppo prima dell’attività, insomma i primi minuti sono i più difficili.

Alle 10:30 si parte, anche io ho un po’ timore delle “reazioni”, ma devo dare l’esempio nel giorno del mio battesimo da coordinatore in una attività reale e faccio da apripista consegnando la prima bolletta; un rifiuto o una risposta seccata non è mai un buon incentivo per te e gli altri ragazzi del gruppo, ma per fortuna il signore che la riceve scioglie la tensione, scherzando con noi e apprezzando la nostra attività. Nel giro di pochi minuti tutti noi ci dedichiamo alla distribuzione di bollette e dettagli sull'argomento alla gente che affolla le strade del centro di Bari in questo sabato mattina.

La risposta della gente è stata decisamente migliore rispetto alle nostre aspettative. Ci immaginavamo meno interesse, meno domande, meno voglia di stare a sentire le ragioni di Greenpeace su questi problemi. Ma evidentemente, in questo particolare momento storico, la tematica di tutela ambientale e non solo del ritorno al nucleare, è un vero e proprio nervo scoperto e la gente è decisamente più attenta nel cercare di capire cosa stia realmente accadendo.

Sono passate le dodici e terminiamo il nostro giro davanti l’ingresso di un ufficio centrale delle Poste, diamo le ultime “bollette” a chi entra o esce per pagare bollette, quelle vere…

Siamo tutti contenti, è andata bene, nessun problema, tanto entusiasmo e anche qualche sana risata, perché la gente talvolta, al pari dei miglior sciatori, ci scansa come paletti in uno slalom gigante, intimoriti da richieste di denaro o promozioni commerciali, rispondendo alla nostra classica domanda “Posso darle la nuova bolletta nucleare Enel?” con alcune frasi decisamente folkloristiche, del tipo “No grazie sono di Andria”, “No io sono contro il verde!”, “No grazie non ho soldi”, “No tanto io non la pago la bolletta” o con la classica “No, tanto dobbiamo morire tutti”…

Ci togliamo tute e caschetti, parliamo ancora un po’ delle nostre impressioni e alla fine ci salutiamo, l’attività è finita.
Torno a casa e cerco di tirare le somme. Cerco di rispondere alle domande che delle volte mi pongo. Ma chi me lo fa fare? Perché giro per la mia città vestito così? Sto sprecando il mio tempo e le mie energie? Per fortuna dopo queste attività le mie risposte sono positive e i miei dubbi svaniscono. Non avremo certo cambiato il corso della storia, non siamo qui per fare miracoli, ma abbiamo fatto qualcosa (piccola) per un’ideale (grande) in cui crediamo; forse una, due, tre persone hanno riflettuto su qualcosa a cui prima non avevano prestato attenzione. Il signore che si dice a favore del nucleare perché “economico” e poi torna indietro a chiederci maggiori informazioni, per me è un successo, piccolo, ma questo è anche esser un volontario, ottenere tanti piccoli successi, contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di tutti noi…proteggere la nostra Terra. E chiudo con una frase che mi piace molto, la nostra Terra non l’abbiamo in eredità dai nostri genitori, ma in affitto dai nostri figli. Difendiamola!

Foto dell'attività

Massimiliano Boccone, GL Bari