Dopo una notte tranquilla, la mattina ci troviamo in un mare insolitamente calmo. Meglio così. La Concordia fila spedita verso Genova e noi, intorno alle 11, avvistiamo un bel gruppo di stenelle che ci accompagnano per un pezzo. Proviamo a far volare in nosto quadricottero (un drone, per capirsi) per riprenderli dall'alto. Spettacolare!

Continuiamo sotto una cappa afosa e soffocante e alla fine la decisione è irrevocabile: bagno! Un sollievo ma anche un po’ di lavoro: con la maschera mi accorgo che l'elica è avvolta da una cima di plastica. Mi faccio passare una lama e giù a liberarla. Facile, ma c'è pure una lenza. Parecchio più rognosa. Alla fine, tutto pulito!

Purtroppo, di plastica in mare ne vediamo parecchia. Una maledizione, soprattutto in un Santuario dei cetacei: non è raro che ne ingoino un bel po’, con conseguenze facili da immaginare.

Ripartiamo, gli amici di Legambiente raccolgono qualche campione che, come i nostri sorvoli in elicottero (attrezzato con sistema di rilevamento a infrarossi per rilevare eventuali tracce di idrocarburi) conferma che è tutto ok.

Ma la sorpresa del giorno è il mare attorno alla Concordia. Brulica di tonnetti che saltano dappertutto. Salta anche qualcosa di ben più grosso. Probabilmente un tonno. La presenza di varie berte conferma che ci devono essere parecchi pesci qui attorno. Sospetto che di notte le luci del convoglio ne abbiano attirati parecchi.

Infine, cala un tramonto fiammeggiante. Forse l'ultimo in mare aperto per la Concordia o forse no. Il convoglio ha chiaramente rallentato, fino a 1,3 nodi (a Capo Corso filavano oltre due nodi e mezzo). Vedremo che succederà domani. Ormai, il più sembra fatto. Anche se stanotte il vento si è alzato di nuovo e l'orizzonte genovese è tormentato dai temporali.