Siamo in navigazione nel Santuario dei Cetacei. Ieri è partito il nostro monitoraggio a bordo di una barca a vela nell’area di fronte Pisa-Livorno dove sorgerà il rigassificatore off-shore della OLT. Secondo la valutazione di impatto ambientale che ha dato il via al progetto nell’area non dovrebbero esserci cetacei. Noi siamo qui per scoprire la verità: vogliamo capire quali e quanti delfini e balene popolano l’area.

Da Punta Ala abbiamo iniziato il nostro lavoro di avvistamento dirigendoci dalla Gorgonia verso il largo. Il Santuario ci ha accolto in modo stupendo: un mare come una tavola, perfetto per avvistare animali, e ottima visibilità. Ci alterniamo in coperta dove a coppie scrutiamo il mare per due ore ciascuno in attesa di una pinna, ma i nostri amici non si fanno vedere.

Le ore passano e il sole picchia, ma ecco che finalmente, mentre ci stiamo già dirigendo verso terra, qualcuno urla: un delfino! È stato un incontro incredibile con un gruppo di quasi dieci tursiopi, animali adulti con piccoli che nuotano al lato della barca, socializzando tra loro e saltando. Li avviciniamo cercando di non disturbarli e Carlotta, l’esperta a bordo di foto identificazione, inizia a fotografarli. Uno di loro ha una pinna completamente tranciata dall’lica di una nave! Poco più avanti un altro gruppo di circa 25 individui: è incredibile raramente si incontrano gruppi così numerosi.

Il tursiope è uno dei più conosciuti abitanti del Santuario. Normalmente vive in zone più costiere per quasi tutto l’anno. È un avvistamento abbastanza comune nella zona ma questo gruppo è davvero numeroso.

Dopo aver veleggiato con loro per circa un’ora, finito il lavoro di identificazione, ci allontaniamo con un sorriso stampato in faccia. Purtroppo il rigassificatore che sorgerà nell’area rischia di avere un terribile impatto su questi animali a causa dello scarico di cloro e del rumore generato dal terminale. Anche se ci troviamo in un’area dove questi animali dovrebbero essere tutelati da un “Santuario”, nessuno si è mai preoccupato di valutare questi impatti.

Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia