Abbiamo occupato per 36 ore il sito di costruzione della nuova centrale a carbone della Essent in Olanda. Notti e giorni di gelo sono stati affrontati con determinazione, però alla fine il vento fortissimo ci ha costretti a scendere.

Eravamo 11 climber, olandesi, tedeschi e italiani. Abbiamo scalato 3 gru, alte tra 50 e 150 metri, abbiamo installato il “camping aereo”e aperto i nostri striscioni. Eravamo ben preparati per resistere a temperature molto basse: sacchi a pelo caldi, impermeabili, cibi disidratati, fornellini a gas, tanta acqua.


Dalla tenda, il campaigner Clima comunicava via radio, per ricordare la vera faccia della Essent: un’azienda che fa greenwashing con i suoi investimenti nel rinnovabile, ma dietro un po’ di pale eoliche vuole nascondere la costruzione di una centrale a carbone che sarà responsabile di un aumento del 6% del totale delle emissioni di CO2 nei Paesi Bassi.


La seconda sera è stata speciale: 150 persone del posto sono arrivate con torce in mano per darci supporto e farci sentire la loro voce. Il loro territorio sta rischiando grosso, il loro mare sarà contaminato da rame, mercurio e ossidi di azoto, il fiume Ems sarà avvelenato dalle enormi navi carboniere, l’acqua diventerà torbida e l'ecosistema nel mare di Wadden sarà compromessa.


L’ultima notte il vento si è fatto sentire. Mentre cercavamo discendere abbiamo lottato contro una bufera di neve. Le gru ondeggiavano forte, un banner si è strappato, il ghiaccio si è sciolto inzuppando i nostri campeggi. Abbiamo resistito fino alla mattina dopo, ora continuiamo da terra a dire “Stop al carbone, sì al rinnovabile”


Nazareth e Indira (Attivisti di Greenpeace Italia)