La svolta buona. Per l’energia pulita, per l’ambiente, per l’economia, per l’indipendenza energetica dall’estero, per fermare i cambiamenti climatici. Una rivoluzione da mettere in atto subito, prendendo con decisione la strada delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Per questo, Greenpeace chiede a capi di stato e di governo dell’Unione Europea, che si riuniranno il 20-21 Marzo per il Consiglio Europeo, di impegnarsi ad adottare tre obiettivi ambiziosi e vincolanti al 2030: produzione di almeno il 45 per cento di energia da fonti rinnovabili; riduzione del 55 per cento delle emissioni interne di gas serra; diminuzione di almeno il 40 per cento dei consumi attraverso misure di efficienza energetica.

 

Fino ad ora, la Commissione Europea ha giocato al ribasso, proponendo solamente la riduzione del 40 per cento delle emissioni di CO2 ed una quota del 27 per cento di energia da fonti rinnovabili (entrambi obiettivi non vincolanti a livello nazionale). Neppure nominato un target sull’efficienza energetica.

Eppure, la stessa Commissione, in un proprio studio, ha evidenziato come un obiettivo vincolante di appena il 30 per cento per le energie rinnovabili possa creare 568.000 posti di lavoro in più in Europa, permettendo inoltre un risparmio di circa 13 mld di euro all'anno sulle importazioni di fonti fossili e di circa 33 mld di euro annui sui costi legati al controllo dell'inquinamento.

Ma allora se un obiettivo per le rinnovabili avrebbe tutti questi effetti positivi perché non proporlo?

La decisione finale spetta ora ai vari capi di governo dell’UE e il nostro premier Renzi ha finalmente la possibilità di  fare dell’Italia un paese leader nella lotta al cambiamento climatico, creando per di più nuovi posti di lavoro e liberando il paese dalla dipendenza energetica dall’estero.

Secondo il rapporto “Energy [R]evolution” di Greenpeace, una rivoluzione energetica in Italia creerebbe 20.000 posti di lavoro diretti al 2020, poco meno del numero totale dei lavoratori impiegati negli stabilimenti italiani FIAT (circa 24.000). Inoltre, si potrebbe risparmiare, da qui al 2050, un totale di 380 mld di euro, in media 9,8 mld di euro all'anno. Poco meno del taglio del cuneo fiscale promesso dallo stesso Renzi una settimana fa, più o meno il triplo della cifra prevista dal suo governo per finanziare il “piano scuole”.

Il nuovo capo di governo ha più volte ribadito, sin dai primi giorni del suo incarico, che sarà l’Italia a proporre la ricetta della propria ripresa all’Europa e non viceversa, che c’è bisogno di rottamare il vecchio in favore del nuovo, che è arrivata finalmente la (s)volta buona.

Ora ha la possibilità di cambiare realmente verso al futuro (non solo energetico) del Paese: rottamare le fonti fossili e promuovere le rinnovabili, per dare all’Italia un futuro di indipendenza energetica, per creare nuovi posti di lavoro, per far scendere il costo dell’energia in bolletta e, soprattutto, per porre un freno al cambiamento climatico ed assicurare un futuro pulito alle prossime generazioni.

Vedremo se Renzi, dopo tanti annunci, sarà davvero in grado di mettere in pratica #laSvoltabuona.

Luca Iacoboni - Campaigner Energie Rinnovabili