vadoligure1Ho preso parte all'azione nella centrale elettrica a carbone di Tirreno Power a Vado Ligure, per aiutare nella gestione dei rapporti con la stampa: un'esperienza molto interessante per me che sono volontaria di Greenpeace nel gruppo locale di Genova. Ho passato due giorni con il telefono sempre a portata di mano per parlare con i giornalisti,ed il naso rivolto sempre in alto per osservare il lavoro continuo degli attivisti arrampicati, a 200 metri di altezza, sulle due ciminere della centrale. Sono veramente felice che gli attivisti siano riusciti a completare l'apertura degli striscioni, dopo una giornata di duro lavoro e una notte intera appesi ad una piccola passerella all'esterno delle ciminiere.
Il nostro lavoro e' stato costantemento accompagnato dall'appoggio della popolazione locale: singoli cittadini e comitati sono venuti ad offrirci il loro sostegno anche portandoci acqua, termos colmi di caffe' caldo, dolci e focaccia ligure! Forse questo clima estremamente solidale da parte della popolazione ha avuto influenza anche sulle forze dell'ordine che hanno compreso pienamente le nostre intenzioni pacifiche e non violente.

Quando gli attivisti sono scesi dalle ciminiere hanno trovato per strada una vera e propria festa di benvenuto e di ringraziamento! Gli attivisti arrivati sin qui dalla Germania e dalla Polonia non avevano mai avuto una tale manifestazione di incoraggiamento ed affetto a seguito di un'azione. E' stato un momento commovente, come un forte abbraccio che avrei voluto far arrivare anche a tutti gli altri attivisti impegnati in altre azioni, in tutta Italia, soprattutto a coloro che invece hanno dovuto affrontare altissimi livelli di tensione.

Incontrando i cittadini vadesi, ho ascoltato tante testimonianze toccanti. Ho capito quanto sia importante, per queste persone che vivono a pochi metri dall'impianto a carbone, poter raccontare dei problemi enormi che questo tipo di impianto causa sul territorio: dallo spaventoso aumento di malattie respiratorie e del cancro tra la popolazione, in particolare tra i bambini, ai disagi provocati dal rumore delle turbine tale da far vibrare i vetri alle finestre. Alcuni ci hanno raccontato anche dei tanti operai, oggi per lo piu' extracomunitari, che lavorano per ditte in subappalto che non forniscono loro alcun equipaggiamento di protezione "perche' altrimenti qualcuno potrebbe sospettare che lavorare qui sia pericoloso"!

La preoccupazione di queste persone va soprattutto alla salute ma i cittadini sanno bene che il carbone e' responsabile dei cambiamenti climatici: un fenomeno che potrebbe avere tragiche conseguenze per le future generazioni di tutto il mondo. Dal problema locale a quello globale il passo e' breve.

Ho ammirato la tenacia e la caparbieta' di questi cittadini che non vogliono abbandonare il territorio al degrado, in nome di uno sviluppo industriale capace solo di guardare alla speculazione e disposto a sacrificare le persone, le loro speranze ed il loro futuro. Sono convinta che e' la stessa tenacia e passione che porta ad entrare in azione gli attivisti e i volontari di Greenpeace di tutto il mondo.