Di Jennifer L. Morgan – Direttrice di Greenpeace International

 

Ogni anno, la Conferenza sulla Sicurezza di Monaco accoglie i decisori più importanti per discutere delle criticità nella sicurezza internazionale.

Quest’anno sarò con loro. E anche se sono certa che sarò in disaccordo con molti dei partecipanti su numerose questioni, e dirò con chiarezza che Greenpeace non può accettare la nozione di sicurezza basata sulla potenza militare, sono sicura di almeno una cosa: la maggioranza dei partecipanti concorderà che il cambiamento climatico è una minaccia fondamentale alla sicurezza internazionale.

Con tutti i loro errori, gli apparati militari e di intelligence sono stati molto chiari sulle minacce del cambiamento climatico, e tra i primi a prepararsi a fronteggiarle. Da un decennio ormai, in particolare l’apparato militare degli Stati Uniti ha identificato il cambiamento climatico come una minaccia sostanziale alla sicurezza. L’ultima Strategia per la Sicurezza Nazionale statunitense ha posto il cambiamento climatico al livello dei rischi maggiori, assieme al terrorismo, alle crisi economiche e alla proliferazione di armi di distruzione di massa.

Alla Conferenza di Monaco è attesa la presenza di rappresentanti di alto livello dell’amministrazione degli Stati Uniti, tra cui il Vice Presidente Mike Pence e il Segretario alla Difesa James Mattis. Chiederanno all’Unione europea di assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza. Credo anch’io che l’Europa debba farlo. Ma non come chiedono il Presidente Donald Trump e la sua amministrazione, ovvero investendo più soldi nelle spese militari o alzando muri più alti o difese più forti. Casomai, il contrario.

L’Europa deve rispondere alla richiesta statunitense di maggiori responsabilità con un progetto ambizioso di Pace e sicurezza che porti una visione chiara e una speranza ai propri cittadini e alle persone in tutto il mondo.

L’Europa resta un attore cruciale nell’arena internazionale. È ora che utilizzi questa posizione per promuovere la Pace e per affrontare con urgenza il cambiamento climatico con una politica energetica globale che promuova le fonti rinnovabili. L’Ue deve dimostrare una leadership costringendo gli Stati Uniti ad accettare la realtà del presente e ad affrontare il cambiamento climatico quale fondamentale minaccia per la sicurezza. E l’Europa deve diventare un esempio guida di un nuovo tipo di prosperità che non deriva da alti costi ambientali o dallo sfruttamento delle popolazioni più indigenti.

Piuttosto, l’Ue deve promuovere la Pace affrontando le cause fondamentali delle guerre. I conflitti sono sempre complessi e le “guerre per le risorse” non sono certo una novità. Ma osservando gli attuali conflitti in aree come l’Iraq, l’Ucraina, il Sud Sudan, il Mar Cinese Meridionale e la Nigeria, è ovvio che l’accesso, il trasporto e quindi la dipendenza da fonti fossili gioca un ruolo cruciale.

Nel 2003, Mattis chiese ai pianificatori del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti di “svincolarsi dai lacci del carburante”. Aveva ragione su quello, e la sua richiesta adesso è più urgente che mai. I nostri governi devono liberarci dalle pastoie dei combustibili fossili e garantirci una reale sicurezza. Abbiamo una lunga strada davanti. Se cercate termini come “politiche di sicurezza” tra le immagini di Google, troverete uomini in uniforme, aerei da combattimento, barriere e oleodotti a non finire. Non ci troverete turbine o impianti fotovoltaici, materiali isolanti o finestre con doppi vetri. Ma sono queste le “armi” che dobbiamo dispiegare per creare un ordine mondiale più sicuro.

La posta non è mai stata così alta. Donald Trump sta promettendo di trattenere gli Stati Uniti nell’epoca dei combustibili fossili, raddoppiando la produzione di petrolio, gas e carbone. Pure se non riuscisse a fermare la rivoluzione energetica globale orami avviata, l’ex boss della ExxonMobil Tillerson, come Segretario di Stato comunque ci avvicina al rischio reale di una diplomazia amica del petrolio, che può accelerare i conflitti globali e un catastrofico cambiamento del clima.

L’Europa non può permettere che questo accada. I leader europei che saranno presenti alla conferenza – la Cancelliera Merkel, il Presidente del Consiglio Ue Tusk, l’Alto Rappresentante Ue Mogherini o i Ministri degli Esteri Gabriel, Ayrault e Johnson – devono tutti dire a Pence e Mattis, a Monaco, che le discussioni sulla sicurezza transatlantica devono sempre includere la lotta al cambiamento climatico. E devono dire con chiarezza che l’Ue contribuirà alla Pace e alla sicurezza con una nuova economia basata sull’energia pulita.

A Monaco, i leader europei devono dire agli ospiti statunitensi che le politiche europee estere e di sviluppo ci porteranno a una economia globale a zero emissioni di carbonio al più tardi entro il 2050. Questa economia, efficiente, decentralizzata e basata sulle fonti rinnovabili non porterà stabilità solo all’Europa, ma al mondo intero. A Monaco, l’Ue deve prendere l’iniziativa e mostrare una vera leadership e una responsabilità globale. Sarò li, osserverò con attenzione, e li sfiderò se falliranno questo test di responsabilità.

La versione originale di questo blog è stata pubblicata su HuffingtonPost.com