Il 17 dicembre Greenpeace ha ricevuto rapporti verificati che dallo scorso 11 dicembre oltre 200.000 litri di fanghi radioattivi da tre piscine lesionate si sono riversati nell’ambiente presso la miniera d’uranio Somair, gestita dall’azienda nucleare francese Areva.

Almoustapha Alhacen che ha condotto l’analisi per l’associazione locale Aghir in'Man ci ha confermato che la contaminazione ha già coinvolto due ettari di terreno. Quest’ulteriore perdita mostra che le cattive pratiche gestionali di Areva continuano a minacciare la salute e la sicurezza della popolazione e dell’ambiente. Contrariamente alle dichiarazioni di Areva di rispettare in Niger glistandard di sicurezza validi a livello internazionale, queste notizie dimostrano che non ha fatto abbastanza per proteggere la popolazione.


Lo scorso maggio un rapporto di Greenpeace “Left in the dust” ha rivelato i livelli pericolosi di contaminazione radioattiva dell’aria, acqua e suoli attorno alle miniere d’uranio gestite da Areva in Niger. Il rapporto descriveva in modo dettagliato come gli abitanti dei villaggi di Arlit e Akokan siano circondati da acqua, suolo e aria contaminati dalla radioattività. Greenpeace ha chiesto l’elaborazione di uno studio indipendente sulle aree attorno alle miniere del Niger seguito da una azione di bonifica e decontaminazione delle aree coinvolte.


Giuseppe Onufrio
Direttore esecutivo di Greenpeace Italia