esperanzaSono passati solo pochi giorni, ma ero io rimasto un po' indietro con i racconti. Il tour sta per finire: stiamo arrivando in Australia, ultima tappa, dopo essere passati anche per le isole Samoa e Vanuatu. Samoa è stata una breve ma intensa visita allo stesso tempo. Arrivati all'inizio di luglio ad Apia, siamo stati accolti dal primo ministro e da diverse ONG locali con danze e musiche tradizionali. Durante il suo discorso, il primo ministro ha espresso il suo orgoglio, essendo Samoa una delle prime nazioni ad aver firmato il protocollo di Kyoto e avendo egli stesso incoraggiato le ONG samoane e Greenpeace a continuare a lavorare insieme contro il cambiamento climatico a livello regionale e internazionale.
Durante un open ship per le scuole locali (centinaia di studenti hanno visitato la nave) c'è stato un momento di tensione a bordo; con la nave ancora piena di ragazzi e ragazze, un pattugliatore della marina militare francese, entrando in porto, ha sbagliato manovra arrivando di prua a circa 5 metri dal centronave dell'Esperanza... subito dopo il mancato speronamento, guardando la bandiera che sventolava sull'altra nave, tutti si è pensato "Ci volevano affondare di nuovo?". Alcuni ufficiali francesi sono venuti a bordo per scusarsi dell'accaduto (avaria al timone) meravigliandosi di come è ben tenuta la nostra nave rispetto alla loro!

Ovviamente anche alle Isole Vanuatu non è mancata una calorosa accoglienza (ormai un rito propiziatorio per tutto il tour) da parte delle ONG locali e da rappresentanti del governo. Nonostante il primo ministro non sia riuscito a partecipare, un suo delegato ci ha letto un discorso in sua vece che è stata una delle dichiarazioni più forti sul cambiamento climatico che abbiamo sentito durante il tour. Vanuatu, d'altronde, è stata recentemente nominata anche in un rapporto dell'ONU come una delle nazioni più vulnerabili agli effetti del cambiamento climatico.

Dopo qualche giorno passato all'ancora di fronte Port Vila con la nave di nuovo piena di studenti e visitatori, durante gli open-ship, ci siamo spostati un po' più a nord per visitare le isole di Nguna e Pelle dove risiede una comunità molto attiva che ha dato il via ad una riserva marina protetta e che sta sviluppando diversi progetti di adattamento al cambiamento climatico, come un muro per proteggere le loro coste erose dal mare.

Abbiamo trascorso un po' di tempo nei loro villaggi e collezionato altre
testimonianze. Il capo locale ci ha ricordato che nel 1985 la prima Rainbow Warrior ha effettuato il suo ultimo stop in questo villaggio prima di andare incontro al proprio destino ad Auckland. Anche qui la reputazione di Greenpeace rimane fortissima.

E' incredibile il fatto che in questo momento l'Arctic Sunrise è in Groenlandia, documentando i ghiacciai che si stanno sciogliendo e l'Esperanza è dall'altra parte del pianeta lavorando per sollevare le voci di quelli che sono più vulnerabili a questo effetto.

Ora stiamo arrivando a Cairns, in Australia, per continuare a supportare gli attivisti e i leader politici del Pacifico a premere sul problema del cambiamento climatico e mantenere la pressione sul governo australiano e neozelandese al Pacific Island Forum che inizierà il 4 Agosto.

A presto,

Nazareth.