Trieste è una delle città protagoniste di una delle tante attività di noi volontari a difesa delle api. Qui poco tempo fa si sono svolte la 15a Maratona d’Europa “Bavisela”, la 19a Maratonina di Trieste e la “Bavisela Family”:  tre colonne di corridori su un tracciato che si snoda tra le colline carsiche da un lato e il mare dell’alto Adriatico dall’altro, passando per cittadine fortificate, borghi giuliani, calli veneziane, strade rivierasche, falesie, per concludersi nella monumentale piazza dell’Unità d’Italia. 

Un gruppo di volontari e podisti del Gruppo Locale di Firenze, di Venezia e di Trieste, decide di prendere parte alla Maratonina: vogliamo correre alla Bavisela con antenne e costumi gialli e neri per dire no ai pesticidi killer che stanno intossicando le popolazioni di api di tutto il mondo.

Alle nove di mattina siamo pronti. La Piazza prima deserta, pian piano si anima, gli spettatori cominciano ad affollare i bordi delle corsie. Partono i corridori, mentre noi agli arrivi, ci scambiamo sguardi, cenni, messaggi, in attesa delle nostre api podiste. Ci siamo quasi ed ecco il segnale dietro le transenne: sono i volontari che srotolano in mezzo alla folla uno striscione con il messaggio “API IN DECLINO. AGRICOLTURA IN TILT!”. Lo notano gli spettatori, lo riprendono le telecamere ufficiali della gara, lo leggono tantissime persone!

E un primo paio di antenne si affaccia all’ingresso della piazza, poi un altro e un’altro ancora: un piccolo “sciame” giallo-nero corre verso il traguardo mostrando un cartello “SALVIAMO LE API!”. È questione di un attimo, le api podiste sono veramente veloci e raggiungono la meta in gran rapidità, giusto il tempo per catturarle in una fotografia.

Mentre i nostri tengono ancora in alto lo striscione, si avvicinano molte persone: curiosi, sostenitori e anche due apicoltori goriziani. Ci confermano che cresce il fenomeno della moria di api nei loro territori, specie in seguito a semine di mais e ci parlano della preoccupazione crescente del consorzio di apicoltori di cui fanno parte per le tecniche usate in agricoltura, sempre più invasive. Nonostante la loro pena nel vedere di giorno in giorno scomparire sempre più colonie, ci ringraziano per aver diffuso il messaggio #SosApi in una piazza così gremita e per l’impegno nel portare avanti una causa estremamente importante, non solo per ciò che riguarda il loro lavoro, ma per tutta la rete alimentare a cui gli individui, uomo compreso, sono legati.

La giornata è finita e nei nostri animi resta un senso di speranza: con la nostra passione per la corsa, abbiamo portato il messaggio SalviamoLeApi in mezzo alle persone e ci sentiamo parte del motore del cambiamento che può innescare un’evoluzione verde, sostenibile, dove il futuro di nessuna creatura e di nessun ecosistema sia messo in pericolo.

Alcuni dei volontari che hanno partecipato avevano appena iniziato la loro avventura con Greenpeace e hanno imparato cosa vuol dire impegnarsi in prima persona, esporsi, metterci la faccia – e antenne! – per arrivare ad un traguardo molto importante: Salvare le api!

 Sara, volontaria del Gruppo Locale di Trieste