Oggi, lunedì 29 novembre, è uno di quei giorni da segnare sul calendario: a Cancun parte il vertice ONU sui cambiamenti climatici. 194 Paesi riuniti, un solo obiettivo: salvare il futuro del Pianeta. Con un enorme baloon, dai cieli dell’antica città Maya di Chichen Itza, abbiamo lanciato un messaggio forte e chiaro: “Rescue the Climate”.

Purtroppo sappiamo che difficilmente sarà un vertice dalle storiche decisioni, troppe le divisioni tra i Grandi, ancora a discutere su chi debba per primo impegnarsi a ridurre fortemente le emissioni di gas serra.
Greenpeace dal canto suo, ha le idee molto chiare. Abbiamo presentato le nostre richieste ai Capi di Stato e di Governo perchè vogliamo impegni concreti, investimenti reali, azioni in grado di ridurre la pressione delle attività umane sul clima. Meno emissioni, più investimenti, salvaguardia delle foreste e accordo post Kyoto.

Sono queste le nostre richieste a Cancun:



  • 1. Taglio delle emissioni: i Paesi industrializzati devono impegnarsi a ridurre le proprie emissioni tra il 25 e il 40 per cento entro il 2020 rispetto al 1990, a prescindere dalle future politiche dei Paesi emergenti.



  • 2. Maggiori investimenti: a Cancun chiediamo che venga istituito un Fondo per il Clima gestito dall’Onu da alimentare, per esempio, con una tassa sulle emissioni aree e navali. È necessario un livello di investimenti globale pari a cento miliardi di dollari, per consentire a tutti i Paesi emergenti di raggiungere l’obiettivo comune di riduzione delle emissioni.



  • 3. Un accordo quadro per le foreste e chi le abita: a Cancun dovrebbe essere approvato in via definitiva il sistema REDD (Riduzione delle emissioni dalla deforestazione e degradazione) per contabilizzare e premiare la mancata deforestazione degli ultimi polmoni verdi del Pianeta. Greenpeace non è contraria al sistema REDD, ma chiede trasparenza e rispetto per le popolazioni indigene che abitano le foreste primarie e ne utilizzano le risorse in maniera intelligente e sostenibile. Per questo, deve essere istituito un Fondo Onu a salvaguardia di tali habitat e del loro potenziale climatico.



  • 4. Accordi vincolanti post Kyoto: il Protocollo di Kyoto scadrà nel 2012. Ancora oggi rappresenta l’unico esempio di Accordo vincolante per gran parte delle nazioni del nostro Pianeta. Greenpeace chiede di superare i veti e le ostilità reciproche e di creare le basi affinché, entro il prossimo vertice di Durban nel 2011, si giunga all’approvazione di un nuovo Accordo vincolante.



Non è possibile risolvere la crisi climatica con azioni volontarie, serve un patto con obiettivi certi e vincolanti per le parti firmatarie, unico strumento in grado di spingere le Nazioni verso scelte coraggiose.
Sappiamo che spesso non è il buon senso a guidare le scelte diplomatiche, ma a volte le cose possono cambiare e Cancun può essere un buon modo per iniziare a cambiare sul serio.

Domenico Belli

(responsabile campagna Energia e Clima)