L’azione di protesta anti-nucleare in Germania è andata avanti per tutta la notte. Ci è voluta energia, determinazione, coraggio. Ieri alle 19 un camion con cinque attivisti a bordo blocca l’uscita della stazione ferroviaria di Gorleben dove stavano per essere scaricati gli 11 contenitori di scorie del tipo "Castor". Dopo poche ore arrivano altri sei dei nostri che – ben equipaggiati – si incatenano di fronte al camion. È dura per la polizia sgomberarci. Per spostare il camion dovranno prima spostare gli attivisti incatenati di fronte.

Ma non c’è solo Greenpeace. C’è la gente del posto, i contadini e 1.000 pecore “attiviste” ad occupare la zona per impedire il pericoloso viaggio delle scorie. Si fanno avanti anche i giornalisti, che superano il blocco della polizia per filmare la protesta. Nel camion gli attivisti riprendono e diffondono in streaming le immagini di tutto quello che succede. Le ore passano una dopo l’altra, ma la tensione non scende.

L’obiettivo è bloccare il convoglio quanto più tempo possibile. Solo questa mattina alle 8.30 gli attivisti alla fine vengono trascinati via da squadre specializzate di poliziotti.

Abbiamo resistito più di dodici ore. Il convoglio di rifiuti radioattivi raggiunge il sito di stoccaggio intorno alle 10…con 92 ore e 26 minuti di ritardo – il ritardo più lungo mai registrato per questo tipo di trasporto.

Alessandro Giannì
Direttore delle Campagne Greenpeace Italia