Continua il nostro monitoraggio nel Santuario dei Cetacei al largo delle coste toscane. Dopo un giorno di vento e di mare mosso, che ha reso difficile l’avvistamento di cetacei, ieri di nuovo un incontro con i delfini. Siamo partiti presto dal porto sull’Arno fino a raggiungere un’area dove il mare sprofonda oltre i 200 metri. Questo è l’habitat preferito dei delfini pelagici come le stenelle e del capodoglio, ma di loro nessuna traccia. Solo traghetti, navi container, motoscafi veloci e barche da pesca: più che un Santuario quest’area sembra un’autostrada…nessuna sorpresa se qui gli animali si fanno vedere poco.

Mentre ci prepariamo a virare e tornare verso costa, in lontananza avvistiamo tre barche da strascico. Mi fermo a guardare cosa stanno facendo e noto uno strano riflesso sull’acqua: è una pinna! Ci sono dei delfini nella scia di poppa dei pescherecci, che fanno un lauto banchetto. Sono ancora tursiopi.

Questa volta il gruppo è meno numeroso, si tratta di due adulti, una madre e un piccolo. Ci avviciniamo lentamente per fare foto-identificazione e osserviamo un comportamento incredibile: i due adulti si avvicinano e iniziano a giocare a prua con le onde della barca, affiorando a pelo d’acqua e facendoci mantenere la posizione…un’esibizione per distrarci e tenerci lontano dalla madre con il piccolo. Quando hanno raggiunto il loro obiettivo con un’agile pinnata si allontanano e spariscono sott’acqua.

Noi facciamo rotta verso Viareggio, che pochi mesi fa ospitava Greenpeace al Carnevale con un carro dedicato alla necessità di salvare il Santuario. Al porto ci aspettano i volontari del gruppo locale. Insieme al gruppo di Pisa hanno organizzato un piccolo incontro pubblico per parlare del lavoro che stiamo facendo e delle minaccie del rigassificatore che sorgerà proprio davanti a queste coste.

Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia