Questa mattina è stato il caos a Bella Center. Alcuni giornalisti sono rimasti fuori dopo ben cinque ore di fila perché si è raggiunto il numero massimo di persone nel centro e da domani molti rappresentanti delle Ong rimarranno fuori per la stessa ragione. L'attesa non è delle più piacevoli, sia perché si sta pressati come pinguini imperatore sul pack, sia perché siamo sugli zero gradi di temperatura e aspettiamo la neve per dopodomani. Si stringono nuove amicizie in fila, dal delegato del Kazakhistan, che però è olandese, ai manifestanti africani che approfittano del fatto che non puoi muoverti e devi sorbirti la loro protesta.

Non rallenta il numero di eventi ed iniziative che Greenpeace propone in queste ultime decisive giornate. Sono arrivati oggi in città i “Cavalieri dell'Apocalisse”, mentre tra poco alla Climate Rescue Station, questa bella struttura a globo che sta qui fuori, alimentata da pannelli solari e pale eoliche, verrà proiettato “Green”, un documentario sulla deforestazione in Indonesia che ha vinto molti premi. Coraggio, ce la possiamo fare. Come ci ricorda un simpatico coro natalizio che si aggira tra i corridoi della Cop15, con una suora e alcune ragazze che hanno sfruttato una tipica melodia natalizia per lanciare invece un messaggio ai delegati.

Anche oggi al vertice la questione delle emissioni di navi e aerei sollevata nel rapporto di Greenpeace è tra gli argomenti sul tappeto, anche se l'attenzione maggiore è rivolta a capire come si può trovare un accordo tra posizioni dei diversi Paesi che appaiono al momento molto distanti. I Paesi africani, dopo essere usciti dai negoziati perché non si discuteva più del Protocollo di Kyoto, sono rientrati visto che la presidenza della Cop15 ha recepito la loro giusta richiesta.