Antartide, un'estate senza caccia alle balene

Aggiungi un commento
News - 2 aprile, 2014
L’altro ieri, con una decisione storica, la Corte di Giustizia Internazionale dell’Aja ha stabilito (a maggioranza: 12 a 4) che la caccia baleniera giapponese non ha niente a che vedere con la scienza.

I primi a gioirne dovrebbero essere quelli che credono nella ricerca scientifica come strumento di conoscenza che si affida a schemi rigorosi di verifica. Uno schema la cui codificazione risale a Galileo Galilei. Ovviamente, ne sono (ancora) più contenti tutti quelli che, come noi, amano le balene. Ci restava però, un cruccio.

La Corte, per ovvi motivi di giurisprudenza, non poteva tout court “vietare” la caccia baleniera per scopi scientifici. Vero è che la Corte ha rilevato che il Giappone non ha mai considerato che per fare ricerca sui cetacei esistono (e sono brillantemente utilizzati da migliaia di scienziati) metodi di ricerca non letali. La caccia “a fini scientifici” è (purtroppo) prevista dalla norma internazionale. Quello che la Corte ha detto è che gestione e finalità della caccia giapponese attuale non hanno nulla a che fare con la scienza. Quindi, in teoria, il Giappone poteva modificare il suo “progetto di ricerca” e ripartire con la caccia che, per motivi meteorologici, si tiene nell’Oceano Antartico da Dicembre a Febbraio (quando, nell’emisfero australe, è estate).

Così non sarà. Il potentissimo Ministero della Pesca del Giappone (ricordiamo che nell’alimentazione dei cittadini del Paese del Sol Levante oltre il 60% delle proteine è di origine “marittima”) ha comunicato oggi che non rivedrà, almeno per quest’anno, il “progetto di ricerca”. Questa sarà la prima estate antartica senza strage di balene da molti, troppi, anni. Non c’è da festeggiare?

 

 

Categorie
Non ci sono commenti Aggiungi commento

Invia un commento 

Per inviare un commento devi essere registrato.