Ambientalisti e imprese rinnovabili a Letta: sì a obiettivi vincolanti UE per 2030

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News - 17 gennaio, 2014
Con una lettera congiunta indirizzata al Presidente del Consiglio Enrico Letta, Greenpeace, Legambiente, WWF e il Coordinamento FREE - che raggruppa le principali associazioni di imprese del settore delle rinnovabili e dell'efficienza energetica - esprimono il "più convinto sostegno alla necessità di fissare obiettivi ambiziosi e vincolanti non solo sul taglio della CO2 ma anche sulle fonti di energia rinnovabile e sull’efficienza energetica" nell'ambito dell'Unione Europea .

Il prossimo 22 gennaio la Commissione Europea presenterà le proposte sulla politica climatica ed energetica comunitaria da attuare entro il 2030. Proprio per sollecitare strategie che puntino all'abbattimento delle emissioni di CO2 e allo sviluppo di fonti rinnovabili, il ministro italiano dell'Ambiente Orlando e altri 7 ministri di altrettanti paesi europei, lo scorso 8 gennaio hanno scritto alla Comunità Europea, chiedendo di fissare un obiettivo UE sulle energie rinnovabili per il 2030 e indicando il 30% sul consumo complessivo di energia come quota vincolante da raggiungere tramite rinnovabili.

Una posizione che Greenpeace, Legambiente, WWF e Coordinamento FREE condividono, come ribadito nella lettera indirizzata al Capo del Governo. "Il pacchetto 20-20-20 (gli obiettivi comunitari fissati per il 2020, ovvero: ridurre del 20% delle emissioni di gas serra rispetto al 1990, portare al 20% la quota delle rinnovabili nel consumo di energia, aumentare del 20% l'efficienza energetica, NDR) ha infatti mostrato come quasi la metà della riduzione delle emissioni di CO2 in UE sia stata ottenuta proprio dallo sviluppo del settore delle fonti rinnovabili", si legge nella lettera.

"Ma gli obiettivi al 2020, almeno per quanto riguarda la CO2, sono già stati sostanzialmente raggiunti,  - continua la lettera - segno che erano troppo poco ambiziosi; occorre dunque proseguire in una strada che metta assieme rispetto per l’ambiente, sviluppo economico, nuova e qualificata occupazione, maggiore indipendenza energetica. Anche sul tema dell’efficienza energetica è necessario fissare obiettivi ambiziosi e vincolanti: recenti rapporti tecnici di parte industriale ne mostrano i benefici economici, ambientali e occupazionali e confermano analisi già da tempo effettuate dal mondo ambientalista".

Il nostro auspicio è che il governo italiano appoggi in pieno l'iniziativa di Orlando e degli altri 7 ministri che hanno scritto in rappresentanza di Francia, Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Irlanda e Portogallo.

E continueremo a batterci affinché la Commissione Europea decida di fissare obiettivi vincolanti e davvero ambiziosi: questo, per Greenpeace, significa un taglio del  55% delle emissioni di CO2 rispetto al 1990, una quota del 45% di consumo di energia da rinnovabili e del 40% di efficienza.

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