Bonifica Ex Sisas di Pioltello, gli arresti di oggi confermano le nostre denunce

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News - 22 gennaio, 2014
Nel 2011 avevamo iniziato ad indagare sulla bonifica all’ex Sisas di Pioltello-Rodano, un’area di 330 mila metri quadrati situata nella periferia est di Milano. Volevamo fare un po’ di luce su come venivano portate avanti le operazioni. Dopo una lunga serie di denunce spesso senza risposte, gli arresti di oggi sembrano darci ragione: si è trattato di un autentico scaricabarile dei rifiuti per il tornaconto economico di pochi, a danno della collettività.

L’intervento dell’Autorità Giudiziaria è importante e necessario, ma al tempo stesso conferma lo scandaloso comportamento del governo italiano e della Commissione Europea che non sono stati capaci di vedere quello che è sotto gli occhi di tutti: la bonifica della ex-Sisas di Pioltello-Rodano è una truffa vergognosa e una seria minaccia alla salute umana e all’ambiente.

In particolare, cercando di capirne di più sui criteri della caratterizzazione dei rifiuti esportati, sulla destinazione finale di parte dei rifiuti, sulla frazione di rifiuti pericolosi più contaminata da mercurio e sulle tempistiche, avevamo segnalato evidenti anomalie nella codifica, spedizione e stoccaggio finale dei rifiuti destinati alla discarica spagnola di Nerva, in provincia di Huelva (Andalusia), gestita alla società Befesa.

 

Un pasticcio figlio del solito malcostume nazionale dell'emergenza continua. Per la situazione rifiuti di Pioltello-Rodano l’Italia era stata condannata per “omessa bonifica” dopo ben due sentenze della Corte di Giustizia europea, rischiando una maxi sanzione di 400 milioni di euro.

Dopo avere segnalato a più riprese le anomalie riscontrate dalle “procedure d’emergenza”, nel giugno 2012 avevamo presentato una denuncia formale alla Commissione europea per accendere i riflettori, oltre che sulle evidenti responsabilità del governo italiano, anche sul comportamento omissivo della stessa Commissione Europea, che nella primavera del 2011 aveva avallato la “conclusione” della bonifica, certificando una bonifica truffaldina, cancellando la multa all’Italia e coprendo di fatto tutto quello che l’indagine della Procura di Milano sta svelando adesso.

Tutto regolarmente confermato: prima dalla relazione della Commissione parlamentare di Inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e, adesso, da questi arresti.

In Italia, le aree da bonificare sono moltissime: 57 di esse, le più problematiche e pericolose, sono state classificate come “Siti d’Interesse Nazionale” (SIN). Il caso di Pioltello-Rodano, uno di questi SIN, è l’emblema di una gestione pessima di queste aree, a scapito di tutti per gli interessi privati di pochi. Ci auguriamo che sia anche l’ultimo, ma senza un chiaro cambio di rotta a livello governativo sarà difficile.

Per saperne di più:

http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/inquinamento/Rifiuti/bonifiche/

 

 

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