Dimentichiamo il nucleare, ricordiamo le vittime di Fukushima

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News - 11 marzo, 2014
A tre anni dalla catastrofe nucleare che ha coinvolto la città nipponica, non vogliamo dimenticare il disastro che ha devastato la vita di molti cittadini giapponesi nel marzo 2011.

160mila sfollati, radiazioni registrate nel raggio di 30 km dalla centrale di Fukushima Daiichi. Una lezione drammatica che evidentemente non è servita all'attuale premier giapponese Abe e all'industria nucleare nipponica se, come pare, sia nelle loro intenzioni riaccendere i vecchi e pericolosi reattori per riprendere a produrre e vendere al resto del mondo energia ricavata dal nucleare.

Recentemente Greenpeace ha inviato a Fukushima una propria delegazione - costituita da persone provenienti da ogni continente - per incontrare vittime e testimoni dello spaventoso disastro.

Kenichi Hasegawa, una delle vittime, ha raccontato alla nostra delegazione:

"Il mio paese è distrutto. Sono un contadino senza raccolto. Non posso descrivervi cosa abbiamo perso per colpa di questo disastro. Dobbiamo ricordarci che il nucleare è la cosa più terribile. Non dobbiamo lasciare questa cosa sporca alle prossime generazioni"

Per questo, non solo in Giappone, ma in tutto il mondo, nostri attivisti sono entrati in azione contro l'energia nucleare, per non dimenticare le vittime di Fukushima. Il primo ministro giapponese si deve rendere conto che tutti noi ricordiamo quanto accaduto esattamente tre anni fa.

Non possiamo permettere che si dimentichi tutto questo e il modo migliore per farlo e rendere giustizia alle vittime di Fukushima è continuare a battersi per porre fine all'età del nucleare su tutto il Pianeta. Per regalare ai nostri figli un futuro fatto di energia rinnovabile. Un futuro sicuro, pulito.   

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