Giappone. Il governo blocca monitoraggio della Rainbow Warrior

News - 28 aprile, 2011
La Rainbow Warrior è arrivata oggi al largo di Tokyo. E il governo giapponese ci ha negato il permesso di condurre un monitoraggio indipendente sulla presenza di radioattività nelle acque territoriali vicine alla centrale nucleare di Fukushima. Solo ricerche limitate, fuori le 12 miglia dalla costa.

La Rainbow Warrior in navigazione verso il Giappone

Forse, per il governo del Giappone è meglio non sapere, altrimenti il ministero dell’agricoltura e dell’alimentazione non avrebbe respinto il nostro piano di ricerca, molto più preciso e dettagliato di quello predisposto dal governo stesso. Ci hanno dato il permesso di condurre le analisi solo a distanza dalla costa, mentre ci impediscono di esaminare le acque costiere, quelle entro le 12 miglia da terra, cioè le più importanti.

Finora, siamo riusciti fare monitoraggi a terra ottenendo molta riconoscenza da parte delle autorità locali e dei cittadini. Queste informazioni, però, sono incomplete senza i dati sulla contaminazione in mare, dove si stima siano state riversate centinaia di tonnellate di acque contaminate.

In un paese come il Giappone, dove il pesce è la risorsa alimentare più importantedice Giorgia, la nostra campaigner Mare che si trova a bordo della Rainbow - valutare l'impatto della contaminazione radioattiva sulle risorse ittiche, quindi sulla catena alimentare, è fondamentale per la salute delle persone.

Il governo giapponese da un lato riconosce il lavoro che abbiamo fatto, ma dall’altro ci ostacola. La sua risposta all’emergenza continua a essere incerta e incompleta. Chiediamo al governo del Giappone di rivedere la sua decisione e di autorizzare i monitoraggi della contaminazione radioattiva nelle acque costiere.

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