Liberate i nostri attivisti!

News - 20 settembre, 2013
Proteste in tutto il mondo sotto le Ambasciate Russe per chiedere la liberazione dell’equipaggio dell’Arctic Sunrise.

 

 

Oggi stiamo vivendo momenti drammatici: dopo le minacce e l’arresto di due attivisti, ieri la Guardia Costiera russa ha continuato la violenta repressione di quella che era una pacifica protesta, abbordando illegalmente l’Arctic Sunrise e arrestando l’intero equipaggio.

Greenpeace non ha ricevuto nessuna conferma ufficiale delle possibili accuse e agli attivisti è stata negata sia l’assistenza legale che quella dei propri consolati.



Più di 20 uffici di Greenpeace in tutto il mondo stanno organizzando proteste davanti alle ambasciate russe. Stamattina a Roma un gruppo di attivisti di Greenpeace Italia ha consegnato alla rappresentanza diplomatica russa una richiesta di azione immediata per il rilascio dell’equipaggio dell’Arctic Sunrise.

E’ stata aperta una petizione online (Libera i nostri attivisti) per chiedere all’ambasciatore la liberazione degli attivisti, ovvero di coloro che agiscono in prima linea per diffondere un movimento globale a protezione dell’Artico che conta più di 4 milioni di persone - il movimento Save the Arctic.

Chiediamo che tutti gli attivisti trattenuti vengano immediatamente rilasciati, che la Guardia Costiera abbandoni l'Arctic Sunrise e che vengano interrotte le trivellazioni petrolifere nell'Artico.

Quella della Guardia Costiera russa è una reazione sproporzionata e ingiustificata, ed è chiaro che le autorità sono pronte a tutto pur di proteggere i giganti del petrolio come Gazprom e Shell.

La vera minaccia all’Artico non viene da Greenpeace, ma dalle compagnie come Gazprom, determinate a sfruttare le riserve di combustibili fossili già responsabili del riscaldamento climatico e dello scioglimento dei ghiacci. Le trivellazioni in un ecosistema delicato come quello artico, sarebbero devastanti e produrrebbero danni ambientali irreversibili.