Pesticidi killer delle api, un primo passo importante ma non basta per salvarle!

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News - 2013-12-03
Il 1 dicembre è finalmente entrato in vigore a livello europeo il primo bando – anche se parziale e temporaneo - dei tre insetticidi fortemente pericolosi per le api. Si tratta di un passo importante, ma non basta per salvare le api e gli altri insetti impollinatori.

Con il bando la Commissione europea sta dimostrando la sua preoccupazione per questi insetti, fondamentali per mantenere l'equilibrio degli ecosistemi, per l'agricoltura e quindi per quello che arriva sulle nostre tavole. Un terzo di ciò che mangiamo dipende infatti dall'impollinazione svolta soprattutto dalle api, ma non solo: grazie all’opera degli impollinatori, possiamo arricchire le nostre tavole con la varietà, il colore e i nutrienti della biodiversità della nostra produzione agricola.

Tuttavia, il divieto dei tre pesticidi neonicotinoidi (clothianidin e imidacloprid, l'insetticida più venduto al mondo, prodotti da Bayer, e thiamethoxam prodotto da Syngenta), ha molti "ma" sui quali abbiamo compiuto un’analisi (http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2013/agricoltura/Api-Media-Briefing.pdf): si tratta di un divieto temporaneo di solo due anni, ed è un divieto parziale, non si applica cioè a tutte le colture o tutti gli usi. È quindi ancora possibile utilizzarli su piante considerate non attrattive per le api o nelle serre! 

Quando vengono utilizzati per il trattamento dei semi, sul suolo o spruzzati sulle foglie, i neonicotinoidi si diffondono in ogni parte delle piante raggiungendo anche il polline e il nettare, di cui si nutrono gli insetti. Sono inoltre sostanze altamente persistenti, restano cioè nell’ambiente per molto tempo, arrivando a contaminare il suolo e le acque intorno ai campi trattati, habitat di molte specie di impollinatori.

Nel frattempo, le multinazionali dell’agro-chimica come Syngenta, Bayer e BASF stanno ricavando enormi profitti con la produzione e la vendita dei pesticidi neonicotinoidi, anche se questo significa sterminare api e altri insetti utili. Non solo, stanno facendo di tutto per bloccare il bando europeo, avviando un ricorso contro la Commissione Europea.

Per questo motivo un’alleanza di oltre 45 associazioni che difendono le api e il nostro cibo hanno candidato i tre giganti della chimica agli “Oscar” per la peggiore azienda del 2014, il temuto Public Eye Award, che verrà consegnato a Davos durante il prossimo World Economic Forum (WEF).

Chiunque abbia a cuore il destino delle api e del nostro cibo, può votare contro le aziende che producono i pesticidi killer sul sito http://publiceye.ch , firmare la petizione per vietare tutti i pesticidi dannosi per le api (http://salviamoleapi.org/) e scaricare il kit d’azione.

Due anni non sono sufficienti per salvare le api: il divieto deve essere permanente, deve vietare tutti gli usi dei neonicotinoidi, e arrivare ad includere anche le altre sostanze pericolose per api e altri impollinatori, come i pesticidi individuati nel nostro rapporto "Api in declino"

http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/image/2013/rapporti/Api_in_declino.pdf

Non solo per le api, ma per tutti gli esseri viventi e per noi stessi è fondamentale vivere in un ambiente sano e mangiare cibi non contaminati. Per fare ciò, è necessario abbandonare le pratiche rischiose dell'agricoltura industriale e sostenere il più possibile l'agricoltura di stampo ecologico.

Anche se il divieto è stato un primo passo importante e la Commissione Europea ha affermato di voler fare "tutto il possibile per proteggere le popolazioni di api", bisogna passare dalle parole ai fatti, e fare molto di più.

Impariamo da questi meravigliosi insetti: dobbiamo unire le forze e agire come un vero e proprio sciame, per restituire alle api quanto di prezioso ci regalano e perché possano volare di nuovo tranquille continuando fare quello che sanno fare meglio: impollinare.

 

 

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1 Commento Aggiungi commento

(Unregistered) Gasol ha detto:

Salvare le api vuol dire volere bene alla natura

Posted 2013-12-05 a 1:52 Segnala un abuso Reply

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