Salvare il pianeta non ha prezzo. Per tutto il resto c’è…

News - 23 febbraio, 2012
Difendere le balene dall'estinzione? 9.065 euro di multa. Protestare contro una centrala a carbone? 20.520 euro di multa. Proteggere l'Italia dalla contaminazione OGM? 86.250 euro di multa. Lottare contro i cambiamenti climatici? foglio di via dalla città di Roma per 3 anni, peggio di una multa. Difendere il pianeta non ha prezzo, per tutto il resto c'è Greenpeace e migliaia di persone come te.

È il testo del nuovo video che lanciamo oggi per comunicare ancora una volta un messaggio  importante: l’attivismo non è un crimine. Utilizzando la parodia di una nota pubblicità di carta di credito, denunciamo che le azioni pacifiche di protesta dei nostri attivisti vengono spesso perseguite con pene pecuniarie e limitazioni della libertà personale non commensurate alla loro condotta.

Protestare pacificamente contro la distruzione dell’ambiente non è un reato ma un atto di responsabilità civile. Trasformare l'esercizio di un diritto democratico in un crimine è inaccettabile.

Ecco le azioni raccontate nel video e per le quali gli attivisti sono stati oggetto di sanzioni:

No al carbone (luglio 2009): durante il G8 gli attivisti entrano in azione a Civitavecchia (e in altre 4 centrali a carbone) protestano contro l'utilizzo della fonte energetica più inquinante e rischiosa per il clima globale: il carbone. La sanzione è di 20.520 euro.

Difendiamo le balene (giugno 2010): azione a Piazza di Spagna a Roma contro i Paesi balenieri che fanno compravendita di voti per raggiungere una maggioranza alla 62esima Conferenza Baleniera Internazionale in Marocco. La multa è di 9.065 euro.

Liberi da OGM (luglio 2010): azione nelle campagne di Pordenone in un campo di mais transgenico. Gli attivisti tagliano, isolano e mettono in sicurezza la parte superiore delle piante di mais OGM, che produce il polline, per evitare la contaminazione su vasta scala delle coltivazioni di mais. La sanzione è di 86.250 euro.

Salviamo il clima (dicembre 2011): a seguito di una protesta pacifica davanti a Palazzo Chigi durante la Conferenza Internazionale sul clima a Durban, il responsabile della campagna Clima, Salvatore Barbera, viene bandito da Roma per due anni. Parte una mobilitazione sul web che raccoglie più di 10.500 banditi del clima.

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