Siria. Siamo contrari alla guerra e a ogni violenza

News - 5 settembre, 2013
Greenpeace condanna fermamente la violenza atroce in corso contro il popolo della Siria. Siamo contrari alla guerra e a ogni violenza - sia perpetrata dal governo o dall'opposizione. L'uso di armi chimiche è un crimine di guerra, non importa chi è il responsabile.

Ci opponiamo all'intervento militare straniero, che non farà che rischiare un’ulteriore escalation del conflitto. La violenza non risolve le controversie, ma fa un grave danno alle persone e all'ambiente da cui queste dipendono. Piuttosto che alimentare il ciclo della violenza, le potenze straniere devono utilizzare attivamente la diplomazia per ridurre la tensione, interrompere l'invio di armi alla Siria, e assicurare gli aiuti umanitari e la protezione per 1,5 milioni di civili in fuga dalla violenza.

Chiediamo un immediato cessate il fuoco da tutte le parti, seguito da misure diplomatiche per formulare una soluzione giusta al conflitto. Per rendere una risoluzione sostenibile, sono fondamentali una governance trasparente e la garanzia della tutela dei diritti umani e civili dei cittadini siriani.

La comunità globale deve investire con urgenza nella ricerca della pace, anche oltre questo drammatico caso specifico. Oltre alle tensioni geopolitiche esistenti, l'ulteriore prevedibile incremento dei conflitti per le risorse sempre più limitate – aggravato dagli effetti del cambiamento climatico – aumenterà la frequenza dei conflitti in tutto il mondo. Dobbiamo assicurare la pace, o la triste realtà dei rifugiati in fuga e delle sofferenze dei civili diventeranno sempre più frequenti, con una crescente, grave, minaccia per la sicurezza.

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