Stop a uso del marchio Enel ma la campagna è legittima e continua.

News - 23 luglio, 2013
Oggi ci è stata recapitata l’ordinanza con cui il Tribunale di Milano censura l’uso dei marchi di Enel nella nostra campagna contro il carbone. Il Tribunale di Milano ha ritenuto di dover tutelare il valore economico del logo della multinazionale elettrica dagli usi parodistici che ne abbiamo fatto. Ma anche nel giorno in cui sembra incassare la sua prima vittoria in aula, Enel deve fare i conti con una nuova sostanziale sconfitta: il Tribunale ribadisce la legittimità della nostra denuncia.

Nell’ordinanza, infatti, si legge che “Il Collegio condivide pienamente le valutazioni espresse dal primo giudice e dal Tribunale di Roma quanto alla legittimità dei toni generali della campagna varata da Greenpeace, condividendosi il giudizio secondo cui la durezza delle espressioni impiegate da Greenpeace può dirsi giustificata dalla gravità della tematica affrontata, dal suo rilevante interesse per l’opinione pubblica, dalla funzione di denuncia dell’associazione” E, ancora: “La legittimità del diritto di critica nei confronti di Enel è già stata ritenuta dal Tribunale di Roma (…) e dal I Giudice in una parte della motivazione dell'ordinanza che il Collegio ritiene di dover pienamente condividere.” Il Collegio dei giudici richiama le prime due sentenze (una del Tribunale di Roma del luglio 2012, una relativa al primo grado di questo procedimento) favorevoli a Greenpeace. In quelle sentenze i dati scientifici diffusi dall’associazione ambientalista sugli impatti sanitari della produzione elettrica col carbone di Enel (una morte prematura al giorno in Italia) venivano valutati solidi e veridici; e si riconosceva il valore delle nostre attività di denuncia, a tutela di interessi collettivi di “rango costituzionale”.

Vogliamo davvero complimentarci con Enel: riesce a perdere anche quando vince. Noi continueremo a batterci contro il carbone, per difendere il clima e la salute dei cittadini, e a chiedere a Enel – un soggetto sotto controllo pubblico – di far parte dell’elenco delle soluzioni e non dei problemi.

Intanto, nel rispetto dell'ordinanza, abbiamo provveduto a eliminare il logo Enel dalle nostre pagine. E abbiamo dovuto oscurare ben nove video prodotti per raccontare la nostra campagna contro il carbone. Sì, se provi a cliccare su uno di questi nove video non potrai visualizzarne il contenuto. Ma Enel si sbaglia di grosso se pensa di fermarci con questa sterile guerriglia legale. 

Video censurati:

http://www.greenpeace.org/italy/it/multimedia/Video/A-Bologna-per-Enel-50/

http://www.greenpeace.org/italy/it/multimedia/Video/Sconfiggi-il-mostro-Enel/

http://www.greenpeace.org/italy/it/multimedia/Video/E-nellaria---il-videoclip1/

http://www.greenpeace.org/italy/it/multimedia/Video/La-bolletta-sporca-di-Enel/

http://www.greenpeace.org/italy/it/multimedia/Video/Quei-rompicoglioni-di-Greenpeace-Pinuccio-chiama-Enel/

http://www.greenpeace.org/italy/it/multimedia/Video/Abbiamo-le-immagini-che-incastrano-Enel/

http://www.greenpeace.org/italy/it/multimedia/Video/Contro-spot-Enel/

http://www.greenpeace.org/italy/it/multimedia/Video/Enel-sotto-processo-ci-sei-tu/

http://www.greenpeace.org/italy/it/multimedia/Video/Enel-Killer-del-Clima/

Altri materiali sostituiti:

http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/graphics/2012/iononvivoto/BOLLETTASPORCAV2censurata.pdf

http://www.greenpeace.org/italy/it/iononvivoto_notizia03/

http://www.greenpeace.org/italy/it/campagne/Salviamo-il-clima/Enel--carbone-un-legame-pericoloso/

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