“Tonno in trappola: Di' la tua”. I risultati del sondaggio

News - 21 febbraio, 2012
Tre mesi fa abbiamo lanciato un sondaggio per capire cosa pensano i consumatori della sostenibilità delle scatolette di tonno vendute in Italia. Oggi presentiamo i risultati in un’infografica che illustra le 25 mila risposte. Nel 99 per cento dei casi si chiede alle aziende di migliorare, di pescare tonno con metodi sostenibili e di essere più trasparenti.

Il sondaggio è stato lanciato lo scorso 17 novembre insieme al rapporto “I segreti del tonno. Cosa si nasconde in una scatoletta?", dove si denunciava come la maggior parte dei marchi presenti sul mercato italiano non offrisse alcuna garanzia né sul tipo di tonno portato in tavola, né sulla sostenibilità dei metodi di pesca utilizzati.

Ecco perché abbiamo chiesto alle persone di dire la loro. E i risultati parlano chiaro: i consumatori non vogliono più essere complici ignari della distruzione del mare. (Clicca sulll'immagine e scopri tutti i risultati).

 

Eccessiva, indiscriminata e spesso illegale, la pesca del tonno minaccia l'intero ecosistema marino. Cinque delle otto specie di tonno di interesse commerciale sono a rischio, compreso il tonno pinna gialla, il più consumato in Italia. Spesso nelle scatolette finisce tonno pescato con metodi distruttivi, come i palamiti e le reti a circuizione con "sistemi di aggregazione per pesci" (FAD), che causano ogni anno la morte di migliaia di esemplari giovani di tonno, squali, mante e tartarughe marine.

È ora che il settore del tonno in scatola - a cominciare dai più grandi come RioMare, Nostromo e Mareblu - garantisca piena trasparenza, non utilizzi specie a rischio e si impegni a vendere solo tonno pescato in maniera sostenibile, per esempio con canna o senza FAD. Se sono davvero intenzionati a farlo non avranno più nulla da nascondere

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