Vittoria per le foreste! Giunti Editore a DeforestazioneZero

News - 2012-06-25
Buone notizie per i lettori e per le ultime foreste del Pianeta! Giunti Editore - il quarto gruppo editoriale italiano - si impegna da oggi a una più rigida politica degli acquisti della carta a DeforestazioneZero.

Al Salone del Libro di Torino abbiamo denunciato come dietro ai più bei libri di favole per bambini possa nascondersi l'incubo della deforestazione. Grazie all’impegno di Giunti possiamo continuare a credere in un lieto fine: per le favole e per le foreste.

Il gruppo Giunti ha accettato di assumere impegni precisi per riuscire a escludere dalla filiera di tutte le case editrici del gruppo editoriale la presenza di carta proveniente da fonti "a rischio deforestazione". In particolare, Giunti ha intrapreso misure formali per escludere categoricamente l'uso di carta prodotta da multinazionali controverse come Asia Pulp and Paper (APP) e Asia Pacific Resources International Holdings Limited (APRIL), colpevoli di distruggere le ultime foreste indonesiane.

L'impegno di Giunti va comunque ben oltre un maggiore controllo della filiera. Il percorso virtuoso intrapreso dall'azienda porterà Giunti a utilizzare da subito solo carta riciclata in 39 importanti collane per raggiungere nel 2014 un obiettivo complessivo fra il 40 e il  50 per cento di utilizzo di fibre riciclate, mentre il resto delle produzioni editoriali saranno stampate su carta certificata FSC (Forest Stewarship Council).

Non solo Giunti fa passi avanti. Anche l’editore Newton Compton ci ha comunicato di aver interrotto i propri rapporti commerciali con l'azienda "mangia foreste" APP e Sellerio ha scelto di orientarsi per la maggior parte della propria produzione verso carte certificate.

Questa vittoria è stata possibile grazie al successo tra i lettori della nostra classifica Salvaforeste, quest’anno alla sua terza edizione. Ma c’è ancora qualcuno da convincere: Rizzoli, e più in generale dal Gruppo RCS, è l’unico grande editore che continua a starsene in vergognoso silenzio. Rizzoli, che aspetti a rispondere ai tuoi lettori?

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