All'Italia serve un ministro dell'Ambiente non del Biotech

News - 2012-03-15
Sul tema OGM, il ministro dell'Ambiente annuncia un'apertura e chiede una riflessione seria. "Grazie all'ingegneria genetica - dichiara Clini - sono stati ottenuti molti dei nostri prodotti tipici. Il grano duro, il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano, il basilico ligure, la vite Nero d'Avola, la cipolla rossa di Tropea, il broccolo romanesco".

Che serva una riflessione seria, non ci sono dubbi, ma se a promuoverla è un Ministro che non sa distinguere fra incroci e OGM, definendo il riso Carnaroli o la cipolla di Tropea come OGM, forse è il caso di considerare il livello di disinformazione sul tema.

Non solo la gestione Clini sugli OGM, conclusasi nel 1999, è stata un far west delle sperimentazioni - in quell'anno le sperimentazioni in corso erano 182 per un totale di 121 ettari, precipitate a 38 su 3,87 ettari nel 2000, dopo una seria e attenta valutazione sui dossier relativi al programma - ma anche i miracoli sugli OGM proclamati dalle aziende del biotech sono stati dei veri e propri flop.

La stragrande maggioranza dei prodotti biotech in commercio, attualmente soia, mais, cotone e colza, hanno una caratteristica principale: sono resistenti alle sostanze chimiche che le stesse aziende producono e vogliono vendere.

I prodotti geneticamente modificati stanno causando lo sviluppo di piante infestanti resistenti agli erbicidi costringendo gli agricoltori che ne fanno uso a ricorrere a quantità sempre maggiori di erbicidi e sostanze tossiche sulle coltivazioni.

Gli OGM che dovrebbero fornire protezione dai parassiti stanno causando il fenomeno opposto. Come il cotone Bt, che ha causato il diffondersi di un super-parassita negli Stati Uniti, e il mais Bt che sempre negli USA ha perso la resistenza ai parassiti e porta gli agricoltori a utilizzi sempre maggiori di insetticidi.

In Italia Regioni, agricoltori e cittadini hanno chiaramente e ripetutamente espresso la volontà di avere un'Italia e un'agricoltura libera dagli OGM. Clini dovrebbe ricordarsi che, come ministro dell'Ambiente, ha il compito di difendere il territorio italiano, non di metterlo ulteriormente a rischio.

Gli OGM ci danno solo due certezze: sono un problema per l'ambiente e costituiscono un rischio ancora non quantificabile per la sicurezza alimentare. Per questo chiediamo di investire in una ricerca scientifica che abbia come obiettivo un'agricoltura sostenibile sul lungo periodo, in grado di fornire cibo sano per tutti, senza compromettere l'ambiente. Con l'utilizzo di OGM, si va nella direzione opposta.


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