1000 balene a rischio di massacro

Il governo giapponese fermi le sei baleniere dirette nel Santuario dell'Antartico!

News - 16 novembre, 2006
Bloccare le baleniere in porto e fermare il fittizio programma di ricerca è questa la richiesta di Greenpeace al governo giapponese in vista della riapertura della stagione di caccia alle balene.

Una delle tante azioni di interdizione che gli attivisti di Greenpeace hanno messo in atto l'anno scorso, per ostacolare le attività di caccia delle navi baleniere giapponesi, nell'Oceano Medridionale.

La flotta della vergogna partirà dal porto di Shimonoseki, in Giappone, diretta nel Santuario dell'Oceano Antartico con l'intento di arpionare 935 balenottere minori e 10 balenottere comuni, classificate come specie protetta. Ma anche stavolta gli attivisti di Greenpeace non resteranno a guardare il massacro. Anche stavolta tra loro ci sarà Caterina Nitto, l'attivista skipper italiana, pluripremiata  per il suo impegno a difesa delle balene. Con i loro gommoni sfideranno le acque antartiche e gli arpioni dei balenieri nell'ambito della spedizione navale più complessa mai organizzata da Greenpeace, la "Defending Our Oceans".

La condanna e le proteste di tutto il mondo non sono bastate a fermare le sei navi baleniere, che nascondendosi dietro l'assurdo "studio di fattibilità" per allargare la "ricerca" sui grandi cetacei, ritorneranno a marzo con la carne di balena già inscatolata per la vendita.

Eppure questa carne ha così poco mercato che viene usata per preparare cibo per cani. Secondo un sondaggio Gallup di giugno 2006, il 95 per cento dei giapponesi non mangia mai o molto di rado carne di balena, mentre il 70 per cento è contro la caccia baleniera nell'Antartico. Anche l'ambasciatore del Giappone in Islanda all'offerta islandese di esportare carne di balena in Giappone ha risposto che il suo Paese ha i magazzini pieni di carne invenduta.

È vergognoso che cinque mesi fa la Commissione Baleniera Internazionale giudicava "non più necessaria d'ora in avanti" la moratoria sulla caccia alla balena. Una risoluzione ingiusta presa grazie alla compravendita di voti del Giappone che acquista il sostegno di paesi in via di sviluppo in cambio di sussidi.

Tutti gli Stati membri dell'Ue dovrebbero impegnarsi a partecipare alla prossima riunione della Commissione Baleniera e votare compatti a favore delle balene. Perciò chiediamo al ministro dell'Ambiente, Pecoraro Scanio, di lanciare un appello in questo senso ai suoi colleghi al prossimo Consiglio Ambiente dell'Unione Europea, a dicembre.

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