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Vittoria al TAR per i "Banditi del clima"!

News - 4 aprile, 2008
"L'attività dimostrativa è stata attuata a difesa di valori costituzionalmente protetti quali l'ambiente e la salute della popolazione…la manifestazione trova apprezzabili e giustificati presupposti nella situazione di grave rischio ambientale dichiarata da tempo per il territorio di Brindisi". Con questa sentenza il TAR di Lecce ha annullato l'ordinanza del questore di Brindisi che vietava a dodici attivisti di Greenpeace di rientrare nella città per tre anni. I "banditi" avevano protestato pacificamente presso la centrale Enel più inquinante d'Italia.

I "banditi del clima"

Secondo il Questore, infatti, gli attivisti erano da ritenersi "socialmente pericolosi" perché all'alba del 30 novembre entravano nella centrale Enel di Cerano aprendo striscioni sul tetto della centrale e sul grande carbonile all'aperto. Con un solo scopo: ricordare che il carbone è il nemico numero uno del clima.

Il provvedimento è stato immediatamente impugnato da Greenpeace perchè per la prima volta persone che credono nella difesa dell'ambiente venivano trattate come delinquenti abituali, mafiosi, soggetti pericolosi per la sicurezza pubblica.

In attesa della sentenza del Tar, gli attivisti hanno ricevuto manifestazioni di solidarietà da più fronti. Alla mobilitazione on line lanciata con il sito dei "Banditi del clima" hanno partecipato più di 500 persone, inviando la propria foto con il messaggio "Anche io bandito del clima". Inoltre un gruppo di consiglieri comunali di Brindisi, dopo aver manifestato a favore di Greenpeace, ha presentato un ordine del giorno per proporre la cittadinanza onoraria ai 12 attivisti.

Il TAR ha confermato che non sono di certo i 12 attivisti a essere "socialmente pericolosi" ma la centrale Enel a carbone di Cerano.

Greenpeace ringrazia tutte le persone che si sono schierate a favore dei "Banditi del clima". Dalle associazioni locali, ai consiglieri comunali, e alle centinaia di persone che da tutta Italia e da tutto il mondo hanno inviato le loro foto di solidarietà. Il diritto di protestare in nome della salute e dell'ambiente ha vinto. A tutti…GRAZIE!

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