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Stop al "petrolio sporco" in Canada

News - 1 ottobre, 2009
L'estrazione del petrolio dalle sabbie bituminose sta distruggendo le foreste boreali canadesi. Siamo impegnati in una forte campagna per bloccare questo crimine ambientale. Nelle regioni dell'Alberta, c'è Andrea, il nostro campaigner Clima, che sul blog ci racconta tutto quello che sta succedendo.

La foresta boreale canadese viene distrutta per l'estrazione del petrolio dalle sabbie bituminose.

L'estrazione del petrolio dalle sabbie bituminose può avvenire solo con il ricorso a una tecnica assai più inquinante rispetto ai tradizionali pozzi del petrolio per diversi motivi:

- Per estrarre le sabbie bituminose vengono distrutte le foreste boreali canadesi, uno dei polmoni della Terra, fondamentali nel mitigare gli effetti del riscaldamento globale;

- per ottenere un barile di petrolio dalle sabbie sono necessari dai 3 ai 5 barili di acqua;

- conseguenza di queste operazioni è la creazione di enormi serbatoi delle dimensioni di laghi, le cui acque contengono dei prodotti chimici altamente tossici.

A metà settembre, venticinque attivisti hanno bloccato le operazioni di estrazione delle sabbie bituminose della multinazionale Shell per un giorno intero, incatenandosi alle macchine e srotolando un enorme striscione con la scritta "Sabbie bituminose: Crimine del clima".

Qualche giorno fa, invece, in ventitre hanno occupato un nastro trasportatore e un ponte usati per trasferire bitume da una miniera a cielo aperto all'impianto di trasformazione del gigante canadese del petrolio Suncor. Gli attivisti hanno srotolato uno striscione con la scritta "Un ponte verso l'inferno del clima"

La forte dipendenza dal petrolio del nostro pianeta ha trasformato le sabbie bituminose dell'Alberta nel più grande progetto industriale al mondo che si estende per una superficie pari a quella dell'Inghilterra. Nel nostro rapporto "Dirty oil" () si calcola che le emissioni di gas serra provenienti dall'estrazione delle sabbie bituminose sono già pari a quanto emette un intero stato come la Norvegia in un anno e potrebbero triplicarsi rapidamente fino a 140 milioni di tonnellate all'anno.

Le sabbie bituminose sono l'ultima frontiera della distruzione climatica

Al summit sul clima di Copenhagen i leader dei Paesi industrializzati dovranno prendere accordi ambiziosi e vincolanti per la riduzione delle emissioni di gas serra del 40 per cento entro il 2020, investendo almeno 110 miliardi di euro all'anno nei Paesi in via di sviluppo per l'adattamento ai cambiamenti climatici, per la transizione all'economia verde e per ridurre a zero la deforestazione.