In azione in quattro centrali a carbone italiane. Messaggio di Greenpeace al G8 sul clima

News - 2009-07-08
Oltre cento attivisti di Greenpeace da tutto il mondo hanno occupato quattro centrali elettriche a carbone sparse sul territorio italiano, chiedendo ai Capi di Stato del G8 di assumere un ruolo di leadership contro i cambiamenti climatici. CRONACA DELLE AZIONI

Greenpeace in azione contro il carbone

20:45  Ancora in cima alle quattro centrali

Gli attivisti di Greenpeace rimangono in cima a quattro centrali a carbone (o in via di trasformazione) - Brindisi, Porto Tolle, Fusina/Marghera, Vado Ligure - che occupano da questa mattina. Gli attivisti e membri dello staff fermati a Porto Tolle sono stati quasi tutti rilasciati, o dovrebbero esserlo a breve. All'impianto di Marghera, il nastro trasportatore di carbone è stato inizialmente fermato dall'azienda, Enel, e poi riattivato. Greenpeace ha discusso la situazione con i lavoratori, ma tutto resta calmo per il momento. A Porto Tolle e Vado Ligure, comitati locali di cittadini hanno portato la loro solidarietà agli attivisti in azione.

19:10 Brindisi

Nel pomeriggio attimi di apprensione quando tre lavoratori hanno avvicinato gli ancoraggi dei climbers a 70 metri di altezza, i lavoratori non hanno toccato le corde e si sono poi allontanati. La Digos dovrebbe identificarli.

18:40 Porto Tolle

Greenpeace protesta per lo stato di fermo che si protrae da diverse ore per alcuni attivisti e giornalisti presenti all'azione alla centrale di Porto Tolle, in Provincia di Rovigo. Fin da questa mattina, infatti, sono stati portati in commissariato - per essere identificati - 4 attivisti che avevano partecipato all'azione presso la locale centrale ENEL, in via di riconversione a carbone. Sono stati portati in commissariato, poco dopo, anche 3 giornalisti (un fotografo, un video operatore e un suo assistente) che nulla hanno a che vedere con Greenpeace e nel pomeriggio anche due membri dello staff dell'organizzazione, che si trovavano all'esterno della centrale. Nonostante i solleciti del legale di Greenpeace, tutte le persone coinvolte - attivisti e non - non sono state ancora rilasciate. Contemporaneamente, ad altri giornalisti e operatori è stato impedito di avvicinarsi alla centrale per svolgere il proprio lavoro di informazione presso l'opinione pubblica.

16:30 Porto Tolle

Giornalisti e operatori accorsi presso la centrale per documentare quello che sta accadendo sono stati tenuti lontani e non possono svolgere il loro lavoro. 

15:50 Brindisi

Gli attivisti sono ancora in posizione, in sicurezza, sul nastro trasportatore e sulla ciminiera. Il gruppo sulla ciminiera, dopo avere lavorato per ore a comporre un messaggio per il G8, si è messa ora all'ombra, in attesa che calino le temperature. Non sono state registrate particolari reazioni da parte delle forze dell'ordine o dei lavoratori.

15:35 Vado Ligure

Alcuni cittadini, membri di comitati locali contrari alla centrale, hanno sostenuto l'azione di Greenpeace, formando capannelli di persone e portando acqua. Un po' di vento sta rallentando l'apertura dei banner. A buon punto la scrittura di un messaggio per il G8, a favore di una forte azione sul clima.

15:24 Fusina, Marghera

Frequenti contatti con la direzione, dopo che questa aveva deciso di fermare l'alimentazione della centrale, nonostante che questa non fosse l'intenzione degli attivisti di Greenpeace. Il nastro trasportatore è stato ora rimesso in funzione. Gli operai - che hanno prima esposto alcuni messaggi contrari all'azione - hanno poi accolto senza ostilità la visita di una delegazione di Greenpeace all'interno della centrale, per verificare la sicurezza delle persone in azione. Gli attivisti restano in posizione. In apertura un grande banner relativo ai posti di lavoro (un milione al 2020, solo nelle nazioni del G8) che si potranno creare con il passaggio alle fonti rinnovabili e all'efficienza energetica.

15:15 Porto Tolle

Gli attivisti alla base della ciminiera sono stati portati via. Sembra che 7 di essi siano stati fermati dalle forze dell'ordine. È difficile verificare perché l'ufficio stampa ha una mobilità ridotta. Anche alcuni fotografi e operatori video sono stati fermati e portati al commissariato. Nel frattempo, i climber sulla ciminiera stanno continuando a comporre un messaggio per il G8. Sembra che i pompieri abbiano provato ad aprire la botola di accesso alla ciminiera, ma senza successo. Nella mattinata, protesta degli operai. Ora situazione tranquilla.

13:10 Fusina, Marghera

La direzione dell'impianto ha deciso di bloccare il nastro trasportatore, nonostante gli attivisti abbiano precisato non essere questo il loro obiettivo. Greenpeace non si ritiene responsabile in alcun modo di eventuali blackout che potrebbero avvenire in seguito a simili decisioni delle proprietà. Di conseguenza, se l'impianto di Fusina dovesse essere fermato, questo atto è da imputare esclusivamente alla volontà di Enel Produzione.

11:50 PortoTolle

Almeno quattro attivisti alla base della ciminiera sono stati portati via dalle Forze dell'Ordine, mentre in cima alla stessa è sempre in corso l'azione.

10:56 Fusina, Marghera

Stanno cercando di rimuovere i climber dalla gru.

10:00 Le 18 nazioni degli attivisti

Le diciotto nazioni dalle quali provengono gli attivisti di Greenpeace: Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Germania, Francia, Canada, Italia, Brasile, Finlandia, Israele, Turchia, Grecia, Polonia, Filippine, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Spagna.

09:41 Aggiornamento da Brindisi, Puglia

Sei attivisti hanno occupato il nastro che trasporta il carbone alla fornace della centrale che emette più CO2 in Italia, per interrompere le emissioni. Altri sette attivisti hanno scalato la ciminiera dell'impianto. 

09:36 Aggiornamento da Fusina, a Marghera

Cinque attivisti hanno occupato il nastro che trasporta il carbone all'impianto di Fusina. Altri quindici attivisti hanno occupato alcune gru e la ciminiera della centrale da dove hanno aperto due banner: il primo con la scritta "G8: TAKE CLIMATE LEADERSHIP", il secondo con la scritta: "ENERGY REVOLUTION = GREEN JOBS".

09:32 Aggiornamento da Porto Tolle (Delta del Po)

Sei attivisti hanno scalato la ciminiera di questa centrale a olio combustibile che sta per essere riconvertita a carbone, mentre un'altra decina è alla base della stessa ciminiera. Dopo la riconversione, l'impianto emetterà oltre 10 milioni di tonnellate di CO2: una follia, considerando che secondo il Protocollo di Kyoto l'Italia dovrebbe tagliare le emissioni di 100 milioni di tonnellate, non aumentarle!

09:20 Aggiornamento da Vado Ligure (Savona)

Undici attivisti hanno scalato entrambe le ciminiere, appendendo alcuni striscioni che andranno a comporre la scritta "TIME TO LEAD ON CLIMATE" ("È il momento di agire sul clima") sulla prima, e occupando la seconda con un bivacco sospeso.

07:30 Oltre cento attivisti occupano quattro centrali a carbone

Dalle prime ore di questa mattina gli attivisti, provenienti da 18 nazioni diverse, hanno occupato nastri di trasporto e scalato le gru e le ciminiere delle centrali a carbone di Brindisi, Fusina a Marghera (Venezia), Vado Ligure (Savona) e Porto Tolle.

Nel dettaglio, gli attivisti di Greenpeace hanno occupato il nastro trasportatore e la ciminiera di Brindisi, nastro trasportatore, ciminiera e due gru sul porto a Marghera, la ciminiera di Porto Tolle e le due ciminiere di Vado Ligure.

Problemi finora riscontrati solo nella centrale di Brindisi, dove i responsabili della centrale Enel hanno acceso ripetutamente il nastro trasportatore mettendo a rischio la sicurezza degli attivisti.

La centrale di Brindisi è la maggiore singola fonte di emissioni di CO2 in Italia: Greenpeace chiede ai Capi di Stato del G8 di ridurre queste emissioni e di assumere un ruolo determinante contro i cambiamenti climatici.