News - 4 giugno, 2010
Condanniamo l'uso della forza negli scontri che, lo scorso 31 maggio, hanno portato al ferimento e alla morte di attivisti e soldati nel Mediterraneo Orientale. Siamo estremamente preoccupati per la perdita di vite umane e inviamo le nostre condoglianze alle famiglie e ai cari delle persone rimaste uccise.
Kumi Naidoo, Direttore esecutivo di Greenpeace International
Promuovere la pace e la non violenza è al centro della missione
di Greenpeace e di tutto quello che facciamo. Crediamo nel diritto
a protestare in modo pacifico e all'attivismo non violento.
Greenpeace sostiene la richiesta per la definizione immediata di
un comitato di inchiesta che faccia luce sui tragici avvenimenti
del 31 scorso.
Greenpeace sostiene anche la richiesta della cessazione
dell'attuale blocco della striscia di Gaza per consentire di
soddisfare gli urgenti bisogni di carattere umanitario della
zona.
Infine, l'unica garanzia di sicurezza per il Medio Oriente,
inclusa Israele e i Paesi confinanti, è il ritorno ai negoziati di
pace tra Israele, l'Autorità Palestinese e gli Stati Arabi; noi
facciamo appello a tutte le Parti perché si impegnino in negoziati
di pace per il bene della regione e del suo futuro.
Kumi Naidoo
Direttore esecutivo
Greenpeace International