Caterina Nitto - 23 gennaio 2006
Ciao colleghi, qui è Caterina che vi scrive dall'Oceano Indiano
Meridionale. Non credo di esserne del tutto capace, ma voglio
comunque provare a condividere con voi la più incredibile
esperienza della mia vita. Sono pronta a scommettere che molti fra
noi hanno deciso di diventare attivisti di Greenpeace dopo aver
visto le entusiasmanti immagini della leggendaria campagna contro
la caccia alle balene. Mitici attivisti fricchettoni a bordo di
minuscoli gommoni che si imbattono contro agguerrite navi baleniere
per difendere questi enormi e pacifici cetacei. Anche il più rude
degli scettici ne rimarrebbe toccato. La campagna contro la caccia
alle balene è solo una goccia nell'oceano di attività che GP porta
avanti, ma ammetto spudoratamente di esserne sempre rimasta
affascinata.
Ancora faccio fatica a rendermene conto, ma a alla fine dello
scorso novembre sono salpata da Città del Capo (Sudafrica) a bordo
dell'Esperanza con rotta sud-est all'inseguimento della flotta
baleniera giapponese nell'Oceano Indiano Meridionale. Non so se sia
fortuna o perseveranza, ma ciò che conta è il risultato. Greenpeace
mi ha dato la possibilità di realizzare uno dei miei più grandi
sogni e lo ha fatto nel migliore dei modi. Da quando sono piccina
(non che ora sia grande) sogno di navigare in mezzo ai ghiacci che
circondano l'Antartide, ma mai avrei creduto di poterlo fare a
bordo di una nave di Greenpeace e portando avanti una campagna così
speciale.
Raggiungere i 65 gradi sud di latitudine non è stata un'impresa
facile, le condizioni meteo attorno ai 50-60 gradi sono
particolarmente bizzarre e possono scatenarsi in bufere micidiali.
Quando si naviga con forza 10/11 anche le attività più semplici,
come dormire, andare in bagno o farsi una doccia, diventano imprese
eccezionali. Ma dopo tanta fatica arrivano gli iceberg ad aprirci
il cuore. Sembrano delle creature viventi, cambiano forma e colore
a seconda da dove li guardi e danzano tra le onde mostrando tutta
la loro imponenza. Sbucano dall'orizzonte o dalla nebbia, ognuno
con una forma differente, uno più affascinante dell'altro. Quando
ci si avvicina si scoprono grotte, spaccature e addirittura laghi.
Mai avrei potuto immaginare che il bianco nascondesse così tante
sfumature. Navigare in mezzo ai ghiacci a bordo dell'Esperanza è
un'esperienza incredibile, ma navigare a 60 gradi di latitudine in
mezzo agli iceberg a bordo di un gommone di 6/7 metri è molto più
che incredibile, rasenta i limiti del reale.
A bordo dell'Esperanza abbiamo cinque gommoni, tre a idrogetto e
due più piccoli con motore fuoribordo, troppo piccoli per essere
utilizzati da queste parti. Non capita tutti i giorni di timonare
un gommone a idrogetto in mezzo agli iceberg e di fronte ad un
arpione carico di esplosivo. Per questo, anche se molti fra noi
hanno parecchia esperienza, ci siamo allenati molto durante il
primo mese di navigazione sia per migliorare le tecniche di guida
che per prepararci fisicamente e mentalmente.
La vista delle baleniere è inquietante, ma ciò che più mi ha
colpito è l'intenso odore di sangue e morte che le avvolge, ti
toglie il respiro. Le navi baleniere hanno una forma molto
particolare con una prua alta e affilata come una lama. I
comandanti, ai quali va tutto il mio rispetto, hanno un'abilità
incredibile, sembra che stiano timonando dei giocattoli e gli
equipaggi, composti in buona parte da ragazzi giovanissimi,
sembrano delle macchine da guerra. Riuscire a piazzare il gommone
tra la prua di una baleniera, che naviga come un cavallo pazzo, e
una balena disperata in fuga è un'impresa faticosissima, sia per il
fisico che per la mente. Quando poi ti rimbomba nelle orecchie e
nelle budella lo sparo dell'arpione, il sangue ti si gela. Quando
vedi le balene saltare fuori dall'acqua proprio davanti alla tua
prua e capisci di essere esattamente nella giusta posizione per
proteggerle ti viene istintivo di fare un gran sorriso. Subito dopo
gli spruzzi gelidi dritti in gola ti fanno pentire di aver apertola
bocca!
Ora siamo sulla via del rientro, abbiamo portato a termine il
nostro compito qua giù, ora entrano in campo le forze politiche ed
economiche. Per questo gli uffici di GP di tutto il mondo stanno
lavorando sodo sull'onda dei nostri risultati. Credo proprio di
dover ringraziare Greenpeace, e quindi tutti voi che siete
Greenpeace, per avermi regalato un sogno.
A presto
Cate