Efficienza e rinnovabili: la nostra "Energy Revolution"!

News - 2007-01-25
Greenpeace lancia, oggi in tutto il mondo, la prima strategia globale e dettagliata su come ristrutturare il sistema energetico mondiale. Si tratta di una vera "rivoluzione energetica": grazie alle rinnovabili e all'efficienza energetica sarà possibile tagliare le emissioni globali di CO2 di quasi il 50 per cento nei prossimi 43 anni.

Sabia, attivista brasiliano, si lancia con il paracadute dall'alto della ciminiera della centrale di Porto Tolle: sul paracadute campeggia la scritta "Energy Revolution" e il logo di Greenpeace.

Sarà necessario investire in misure di efficienza nei diversi settori dell'edilizia, dell'industria e dei trasporti per consentire lo sviluppo delle rinnovabili e per abbandonare fonti pericolose come nucleare e carbone.

Secondo le stime del rapporto "Energy [R]evolution: A sustainable World Energy Outlook", elaborato insieme a Erec (European Renewable Energy Council), entro il 2050 circa il 75 per cento dell'elettricità potrebbe essere prodotta da fonti rinnovabili (idroelettrico, eolico e solare), mentre nel settore della fornitura di calore il contributo delle rinnovabili (biomasse, collettori solari e geotermico) potrebbe crescere fino al 65 per cento.

In questo modo sarà possibile contenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi, scongiurando le conseguenze catastrofiche irreversibili del cambiamento climatico. Le rinnovabili sono  pronte a diventare la spina dorsale dell'economia mondiale non solo nei Paesi OCSE, ma anche in Paesi in via di sviluppo come Cina, India e Brasile.

La rivoluzione energetica, oltre a salvare il clima del nostro pianeta, sarà determinante anche sul piano occupazionale sSi prevede che solo dall'eolico arriveranno 2 milioni di nuovi posti di lavoro.

"Energy Revolution" è il messaggio che il mese scorso gli attivisti hanno lanciato dalla centrale di Porto Tolle dell'Enel, dopo averne scalato la ciminiera alta 250 metri e aver dipinto sulle pareti la scritta "No Carbone". Il nostro governo invece di ritornare al carbone dovrebbe esprimersi a favore di obiettivi vincolanti per le rinnovabili al 2020 e potenziare le misure in materia di efficienza energetica.

Di fronte alle immagini di ghiacciai che si sciolgono, di fenomeni climatici estremi in aumento, di habitat magnifici che scompaiono, i governi, le società finanziarie, le compagnie elettriche e i privati dovrebbero scegliere di non sprecare più energia ma consumare in maniera efficiente. Sempre e da subito. Il nostro Pianeta non può più aspettare!

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