G20. Il clima è in pericolo!

News - 25 settembre, 2009
Greenpeace lancia da Pittsburgh un forte avvertimento ai leader del G20. Quattordici attivisti hanno aperto da un ponte sull’Ohio un enorme striscione, con la scritta “Pericolo! Distruzione climatica. Ridurre le emissioni di CO2 ora” per allertare i grandi dell’economia del disastro ambientale imminente e chiedere ai potenti della Terra di mettere la questione climatica in cima all’agenda del G20.

Pericolo! Distruzione climatica.

Il tempo stringe, mancano solo 10 settimane al Summit sul clima di Copenhagen, e serve un accordo economico condiviso. I Paesi industrializzati devono impegnarsi a mettere i soldi sul tavolo per sostenere i paesi in via di sviluppo ad affrontare gli impatti del clima e a far crescere gli investimenti nell'energia rinnovabile. Solo così si potrà raggiungere un risultato vincente a Copenhagen, scongiurando cambiamenti climatici catastrofici. Lo stesso Segretario generale dell'ONU, Ban Ki Moon ha detto che "staimo andando verso l'abisso. Il Commissario europeo Manuel Barroso ha invece parlato di "suicidio collettivo".  

Salvare l'ambiente sarà cruciale anche per rilanciare l'economia. Il prezzo del cambiamento climatico che le economie globali devono pagare è sbalorditivo. Secondo il Global Humanitarian Forum il Climate Chiange costa 125 miliardi di dollari americani all'anno. Se i leader del G20 falliranno nel prendere una decisione entro quest'anno, gli impatti climatici costeranno alle economie mondiali oltre il 20% del prodotto interno lordo globale - più della grande depressione e delle guerre mondiali combinate. L'attuale crisi economica, a confronto, è nulla rispetto a quanto potrebbe accadere tra alcuni decenni.  

Non possiamo permetterci di non affrontare il surriscaldamento globale. Se l'economia non diventerà verde, il futuro sarà grigio.

Chiediamo agli Stati delle economie forti di sovvenzionare i paesi in via di sviluppo con almeno 110 miliardi di euro all'anno fino al 2020 per aiutare i Paesi in via di sviluppo a sviluppare le fonti rinnovabili, proteggere le foreste, e mettere in piedi azioni di adattamento al clima che cambia. La crisi economica in atto può essere un'opportunità per investire nel futuro di tutti.

Investire in efficienza energetica e fonti rinnovabili permetterà di creare milioni di nuovi posti di lavoro per una crescita sostenibile. 

L'Europa ha già riconosciuto la necessità di investire risorse nel clima. Il Giappone ha annunciato tagli delle emissioni del 25% al 2020. La Cina ha annunciato impegni ambiziosi per il contenimento delle emissioni. Ora tutti gli occhi sono sull'America di Obama. Il nuovo Presidente ha chiuso l'era negazionista di Bush, ma sarà ora in grado di rispettare gli impegni presi?

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