Summit G8. Lettera aperta a Prodi sul nucleare.

News - 14 luglio, 2006
Si apre domani, a San Pietroburgo, il summit del G8. All'ordine del giorno anche il tema del nucleare. Greenpeace, WWF e Legambiente inviano una lettera aperta al Presidente del Consiglio Romano Prodi per chiedere di inserire nel testo finale della dichiarazione del G8 le ragioni del NO al rilancio del nucleare come fonte di energia.

Centrale nucleare in Belgio.

La bozza della dichiarazione esprime in effetti la mancanza di accordo tra i Paesi sul nucleare, ma contiene soltanto i punti che giustificano il rilancio dell'atomo, senza tener conto dei motivi che spingono Paesi come l'Italia e la Germania a opporsi all'impiego di questa fonte energetica.

Il nucleare non può essere la risposta alla domanda di energia. L'elettricità prodotta dagli impianti nucleari è quella più costosa tra le fonti energetiche convenzionali e l'uranio necessario allo sfruttamento dell'energia atomica è un combustibile fossile limitato. Si deve puntare piuttosto sull'efficienza energetica e sulle energie rinnovabili. Secondo Greenpeace e le altre associazioni ambientaliste non esiste inoltre una tecnologia davvero sicura per lo sfruttamento dell'energia atomica. La gestione a lungo termine delle scorie è un nodo ancora irrisolto e la "generazione IV" non sarà industrialmente matura prima del 2030.

C'è poi un legame assai stretto tra sfruttamento del nucleare come fonte energetica e proliferazione atomica: non esiste ancora un ciclo del combustibile nucleare che non vada in qualche modo a alimentare la proliferazione delle armi atomiche. Si deve quindi  ripensare l'obiettivo istituzionale della AIEA [ Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ]: promuovere l'uso pacifico del nucleare e impedire la proliferazione atomica sono obiettivi in aperta contraddizione tra loro.

Sei paesi europei - Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi,Turchia e Regno Unito - ospitano, in base agli accordi NATO sulla "condivisione nucleare", 480 bombe sotto il controllo diretto degli degli Stati Uniti. Ognuna di queste bombe rappresenta un pericolo evidente e reale, comporta il rischio di incidenti ed è un potenziale obiettivo.

L'Europa deve essere libera dal nucleare e dalle armi nucleari. L'Italia, che ha sempre giocato un ruolo positivo per il disarmo nucleare, deve intervenire in sede diplomatica per ricostruire un clima e una sensibilità politica favorevole al disarmo e alla non proliferazione atomica. E per fare questo deve anche ribadire con forza il proprio NO all'energia nucleare.

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