Giglio: fondali e acque sotto analisi

News - 2012-03-09
Come sta il mare del Giglio? Per scoprirlo abbiamo avviato un'indagine preliminare sui fondali e sulle acque dell'isola che affiancassero le procedure di monitoraggio condotte dalle istituzioni.

Nei giorni fra il 15 e il 18 febbraio abbiamo prelevato alcuni campioni di acqua marina superficiale dal mare delle coste del Giglio, con l'obbiettivo di valutare lo stato di una possibile contaminazione delle stesse e ci siamo immersi per fotografare la condizione dei fondali dell'isola, così da monitorare l'evoluzione dei popolamenti nell'eventualità di un massiccio sversamento di sostanze pericolose.

Anche se la situazione, per ora, non sembra allarmante, è probabile che una contaminazione dal relitto sia già in atto.

Le analisi affidate al laboratorio indipendente Eurofins Programma Ambiente di Padova, hanno rilevato la presenza di detergenti e ammoniaca, a livelli di concentrazione superiori a quanto indicato dall'ARPAT, l'Agenzia regionale protezione ambientale Toscana. Non è da escludere che queste sostanze siano il risultato della dispersione di prodotti presenti sulla Costa Concordia.

Inoltre, in un campione di acqua potabile prelevato in locale pubblico del porto, sono state trovate tracce di idrocarburi totali pari a 82 microgr/l. Queste sostanze non rientrano nel piano della legge D.Lgs 31/2001, ma riteniamo che un intervento di monitoraggio da parte delle istituzioni sia doveroso.

 



Dopo il varo del "decreto-rotte", la prima misura concreta di protezione del Santuario dei cetacei a oltre dieci anni dalla sua istituzione, è giunto il momento di intervenire anche sulle fonti di inquinamento terrestri e marine e sugli altri pericoli che minacciano l'integrità di questo ecosistema.

Non possiamo rimandare ancora, non possiamo attendere un altro disastro. Per questo, di fronte all'inattività delle regioni Liguria e Toscana sull'organizzazione di un "tavolo tecnico" sul Santuario entro il 29 febbraio, abbiamo deciso di rivolgerci al ministro dell'Ambiente Clini.

Tutti i soggetti interessati devono attivarsi nel più breve tempo possibile. Non servono altri disastri per pensare seriamente alla protezione del mare.


Leggi il rapporto "Come sta il mare del Giglio?"

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