Cambia il clima. E l'Italia va a carbone.

News - 2007-04-06
Nuovo rapporto IPCC: è sempre più emergenza clima. Il cambiamento climatico è in atto. Non c'è tempo da perdere: bisogna ridurre le emissioni di CO2. Subito. Con rinnovabili ed efficienza energetica. Ma in Italia si gioca ancora con il carbone. E il carbone, di CO2, ne produce tanta.

Il cambiamento climatico è in atto. Ma è ancora possibile fare qualcosa. Bisogna agire subito. E creare le basi per una vera rivoluzione dell'energia.

L'IPCC - il panel internazionale di scienziati che tiene sotto controllo il fenomeno dei cambiamenti climatici - ha presentato oggi il secondo di una serie di quattro rapporti che verranno diffusi entro il 2007. Ne viene fuori uno scenario peggiore di quello delineato dal precedente rapporto, presentato nel 2001.

Numerose specie rischieranno l'estinzione nei prossimi 60 - 70 anni. Aumenterà - in modo esponenziale - il numero di persone afflitte dal problema della scarsità di acqua. Diminuiranno le risorse alimentari per i più poveri del mondo. Aumenteranno la temperature, il livello dei mari e le aree di siccità. Crescerà il rischio di alluvioni e inondazioni.

L'aumento delle aree siccità è uno degli effetti del cambiamento climatico. Le foto si riferiscono alla disastrosa situazione del fiume Mekong.

Per salvare il pianeta dal futuro collasso climatico bisogna stabilizzare le emissioni mondiali di gas serra entro il 2020 e dimezzarle entro il 2050. Occorre, quindi, una vera e propria rivoluzione energetica. In tempi stretti.

L'Italia sta andando nella direzione opposta. In barba ai vincoli del Protocollo di Kyoto, infatti, le emissioni di CO2 sono aumentate di circa il 13 per cento dal 1990 a oggi.

I grandi gruppi industriali nazionali come Enel progettano la conversione a carbone di diverse centrali termoelettriche, per prime Civitavecchia e Porto Tolle. E il carbone è il combustibile con le più alte emissioni specifiche di CO2, oltre il doppio del gas naturale.