IPhone: la nuova frontiera dei rifiuti elettronici

News - 19 gennaio, 2007
Settimana campale per la Apple, al Macworld di San Francisco. Noi di Greenpeace eravamo lì a seguire la conferenza di Steve Jobs. Ci aspettavamo una svolta. Un impegno concreto, per una Apple più verde. Torniamo a casa, invece, con l'iPhone.

Greenpeace chiede alla Apple una svolta ecologica.

È vero, l'iPhone è un telefono super leggero, ricco di funzioni, di design e tecnologia, ma è pur sempre un telefono! Noi chiediamo una vera e propria rivoluzione nel campo dell'industria elettronica. I rifiuti accatastati in Cina e India non possono attendere. Migliaia di persone hanno partecipato alla campagna Green my Apple. Migliaia di clienti e di potenziali clienti chiedono a gran voce questa rivoluzione. La Apple può fare molto di più rispetto agli standard minimi previsti dalla legge Usa, grazie ai quali è al primo posto nella classifica dell'Ente per la salvaguardia dell'ambiente, sotto l'amministrazione Bush.

Visita il sito che Greenpeace ha realizzato per la campagna Green my Apple

Con un video molto visto su You Tube, Greenpeace aveva suggerito a Steve cosa dire nel giorno del suo grande discorso. Non abbiamo ottenuto neanche una nota sull'utilizzo di ritardanti di fiamma, PVC e altre sostanze pericolose che alcuni produttori di computer hanno già deciso di eliminare.

Mentre Steve Jobs faceva orecchie da mercante, Michael Dell, dei computer Dell, all'esposizione di prodotti elettronici di Las Vegas - una cugina povera del Macworld - dichiarava: "Sfido ciascun produttore di PC a unirsi a noi nell'offrire il riciclaggio gratuito a ogni cliente in ogni paese. Sempre. Senza eccezioni."

È questa l'eco-revolution che vogliamo ottenere con la campagna Green my Apple. Caro Steve, Dell ti sta rubando le mosse!

Visita il sito Green my apple

Se ami la Apple e vuoi comprare un iPod, un iPhone o un Mac che non avveleni bambini in Asia e Africa quando arriverà alla fine del suo ciclo di vita, unisciti alla campagna Green my Apple per convincere Steve Job a fare la cosa giusta.