Chiamata persa per la Apple. Composti chimici pericolosi nell'iPhone

News - 2007-10-15
Nuovo rapporto di Greenpeace: l'iPhone della Apple contiene sostanze chimiche pericolose. Test scientifici hanno individuato due tipi di composti tossici, che in alcuni casi sono stati già eliminati da altre aziende del settore. E la Apple più verde che ci aveva promesso Steve Jobs?

Un dei telefoni i-phone analizzati da Greenpeace. Contiene PVC e bromurati ritardanti di fiamma.

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Solo sei mesi fa, grazie al successo della campagna Green My Apple e della eco-guida di Greenpeace ai prodotti elettronici, Steve Jobs affermava: "La Apple è avanti, o sarà presto avanti, rispetto alla maggior parte dei suoi concorrenti sulle questioni ambientali". Un mese dopo questo annuncio, la Apple lanciava l'iPhone.

Aggiornamento del 26 ottobre 2007 - Greenpeace risponde ai blog sul rapporto I-phone. Leggi la risposta.

Dopo aver atteso invano una nota ufficiale del colosso di Cupertino sulle caratteristiche "più verdi" del nuovo telefono Apple, Greenpeace ha deciso di passare all'azione: ha acquistato il nuovo iPhone e lo ha fatto analizzare nel Regno Unito.

I risultati delle analisi parlano chiaro. L'iPhone contiene composti pericolosi: BFR e PVC.

Un laboratorio scientifico indipendente ha esaminato 18 componenti interne ed esterne dall'iPhone, confermando la presenza di composti a base di bromo in metà dei campioni, antenna del telefono inclusa, dove la loro concentrazione arrivava fino al 10 per cento in peso. Sono stati trovati anche alcuni ftalati - additivi tossici usati per ammorbidire il PVC - fino a un valore di oltre 1,5 per cento del peso dei rivestimenti plastici dei fili dell'auricolare.

Inoltre - come afferma David Santillo, coordinatore della ricerca - due degli ftalati trovati ad alti livelli di concentrazione nel cavo dell'auricolare sono tossici per la riproduzione: è nota la loro capacità di interferire con lo sviluppo sessuale dei mammiferi e, per questo motivo, sono banditi in tutti i giocattoli e articoli per l'infanzia venduti in Europa.

Nel corso delle analisi, Greenpeace ha scoperto che la batteria dell'iPhone è stranamente saldata al telefono: è una modalità di progettazione che ostacola la sostituzione della batteria e complica il riciclo e lo smaltimento del prodotto.

La Apple deve davvero fare tanta strada per diventare leader di un'industria elettronica "più verde". Le parole non bastano.

Mentre Steve Jobs predica bene e razzola male, le aziende concorrenti non stanno a guardare: Nokia, Sony Ericsson e Motorola hanno rimosso il PVC dai loro prodotti e hanno quasi completamente eliminato i BFR. Nokia e Sony Ericsson hanno adottato policy di ritiro per i loro telefoni e si sono assunte la responsabilità del riciclo dei loro prodotti. Apple non dispone di un programma di ritiro gratuito. Quindi la sorte di 4-10 milioni di iPhone che dovrebbero essere venduti nel primo anno, rimane incerta.

Il lancio europeo previsto per il prossimo mese potrebbe essere l'occasione per offrire un telefono "verde" almeno tanto quanto i prodotti di Sony Ericsson, Nokia e Motorola. Speriamo che questa volta, alla chiamata di Greenpeace, Steve Jobs risponda. Con i fatti.